domenica 19 agosto 2012

Nuovi inizi.


Tornata giusto ieri dalla mia mini vacanza / asilo politico. Già vorrei tornare indietro, ed è la prima volta che mi capita.
Ho sempre odiato le vacanze estive; forse perché i miei genitori mi hanno sempre portata in posti noiosi in cui non c'erano giovani di alcun tipo. Il corso delle mie estati era sempre più o meno il seguente:
Fase 1: la scuola finisce, io sono contentissima di non essere più costretta su un banco e di non dovermi più alzare alle 6.30 del mattino. Posso fare quello che mi pare, che normalmente era dormire, leggere, disegnare, giocare al pc con mio fratello, e al massimo un'oretta di compiti per evitare di ritrovarmeli tutti da fare gli ultimi giorni di vacanza.
Fase 2: mia madre si stufa di vedermi alzata non prima delle 11 e di vedermi perennemente o davanti al pc o con un libro in mano, quindi comincia a darmi mestieri da fare, e lì la vacanza diventa meno bella.
Fase 3: si parte per le vacanze. Mete di montagna perché a noi rilassarci non piace. Quindi si va in posti in cui ci si alza alle 7 -dopo un anno passato ad alzarsi alle 6.30, vorrei ricordare- per fare camminate di 8 ore sotto il sole con lo zaino in spalla e nel mentre ascoltare i miei genitori parlare di lavoro.
I miei genitori si chiedono ancora come mai non sono mai riusciti a passarmi la passione per la montagna.
Fase 4: si torna a casa, finalmente posso tornare a godermi le mie vacanze nei pochi giorni che rimangono prima della scuola, che accolgo con entusiasmo perché almeno lì anche se la lezione è noiosa imparo qualcosa e ci sono i miei compagni, mentre in montagna le 8 ore di discorsi fra i miei non mi portano da nessuna parte, se non a chiedermi se un giorno anche io diventerò così mortalmente noiosa.

Settembre quindi, un po' per predisposizione personale -io AMO l'autunno- e un po' per i motivi di cui sopra, mi è sempre piaciuto un mondo. Era il ricominciare tutto da capo, il riprendere la mia vita in mano dopo la pausa estiva.
Negli ultimi anni però non mi ero più sentita così bene sul finire di agosto. Forse perché spesso ho lavorato tutta estate e non sono andata da nessuna parte, forse perché negli ultimi anni sono passata dal trascorrere le estati in apprensione per le sparizioni di Mr.J al soffrire di solitudine perché tutti sono via con fidanzati e amici e io sono in Brianza da sola a lavorare, e se non sto lavorando sono comunque troppo squattrinata per permettermi una vacanza come si deve. Insomma, non c'era più stato un vero e proprio stacco e quindi neanche un vero e proprio inizio.
Per carità, la mia vita è molto meglio ora di quanto lo sia mai stata nei precedenti 24 anni, ma forse non dovrei accontentarmi solo perché prima era peggio.
Forse il problema ora è che ho sbagliato tutto l'approccio sin dall'inizio. Il mio approccio è sempre stato guardare gli aspetti positivi (tralasciando i momenti di sconforto in cui tutto è nero), dicendomi che tutto sommato sono fortunata. Forse non avrei dovuto ignorare quelli negativi per anni, perché ignorarli significa non risolverli e lasciarli lì a crescere, finché non ti rendi conto che anche se in silenzio loro stanno avendo la meglio, e che sotto sotto non sei mica felice come credevi.
E ora, dopo tutti questi anni, chi se lo ricorda perché sto male.

martedì 7 agosto 2012

L'uomo che viveva nella bolla.

075 e l'uomo che viveva nella bolla.
Vi ho già parlato della bolla, ma per i lettori a cui fosse sfuggito farò un piccolo riassunto: la bolla è la condizione di vantaggio in cui vivono le persone particolarmente avvenenti.
Ovvero se sei bello la tua vita è molto più facile, ma essendo sempre stato bello non sai che quella in cui tu vivi non è la realtà ma, appunto, la bolla.
Ora, è chiaro che ci sono mille variabili, però in linea di massima ci sono due modi in cui puoi vivere – almeno in parte- nella bolla. Il primo è, come appena riferito, l'avvenenza. Il secondo è un bel sorrisone e dei modi gentili, con la differenza che mentre avvenenti lo si è sempre avere il sorrisone stampato in faccia 24 h su 24 è complicato e faticoso, specie se non ce ne hai per le palle. Perché se mi faccio una bella dormita, mi sveglio in tempo, arrivo in stazione in anticipo e faccio pure in tempo a prendermi un caffé, ovvio che sono di buon umore e sorridere ed essere gentile mi viene naturale. Ma se la giornata comincia storta mi viene molto più naturale imprecare contro la gente che quando sei in ritardo per il lavoro si mette a camminare a passo di lumaca davanti a te sbarrandoti la strada. E si sa che poi si instaura una reazione a catena, che se tu mandi a cagare qualcuno di prima mattina gli rovini la giornata e questo la rovinerà a qualcun altro e così via. Quindi per il bene comune cerco comunque di non fare la stronza anche se ho le palle girate, ma ogni tanto scappa a tutti. Quindi riassumendo posso dire che in linea di massima la gente tende ad essere gentile ed amichevole con me ma che se qualcuno mi manda a cagare perché c'ha le palle girate lo capisco anche e me ne faccio una ragione.
Poi però c'è la gente come Vinile. Vinile vive in una bolla assoluta perché è un bel ragazzo ma è pure gentile e sorridente con chiunque. E quindi succedono delle cose che non ci si può credere, come quella volta in cui alle 7 di sera in piazza Duomo cercavamo di capire dove andare a mangiare e siamo stati fermati da un artista di strada, di quelli che ti fanno i ritratti sul momento.

Tizio: “Ragazzi, lo volete un ritratto?”
Vinile e 075, super sorridenti: “Oh, no, grazie!”
Tizio: “Maddai ragazzi, non volete stare insieme per sempre?”
Vinile, un attimo imbarazzato: “È una domanda complessa.”
075: “Non ci metta in difficoltà.”
Tizio, rivolto a 075: “Ma come fai a non voler stare per sempre con lui? Guardalo, è così bello!”
075 ride imbarazzata.
Tizio: “Cioè, per carità, non che tu sia male eh! Hai dei bellissimi occhi!
075: “Grazie...”
Tizio, con gli occhi sognanti: “...però anche lui...”

Oppure quando l'ho accompagnato a prendere una giacca, e il commesso lo guardava con aria sognante tenendo i gomiti sul tavolo e guardandolo dal basso verso l'alto: “che bella barba...non ti tiene caldo?”
Vinile, ingenuo come non mai: “No, cerco di non farla crescere troppo.”
Commesso, sognante: “È...perfetta.”

Fortunatamente gli effetti della bolla un pochino vengono trasmessi a chi accompagna il fortunello, così i benefici a volte ricadono anche su di me, come settimana scorsa in gelateria, dove la ragazza che ci ha serviti ci ha offerto della panna montata.
“Ci volete la panna?”
“Sì, grazie.”
“Ve la offro io, visto che siete così carini”
Anche se secondo me l'ha offerta anche a me solo perché offrirla solo a Vinile sarebbe stato sospetto, ma pazienza, è comunque panna montata aggratiss.


Ma c'è chi è immune. C'è chi riesce a rispondere male persino a Vinile, e così ti capita che ad una festa lui dica al cameriere: “se siete incasinati me la verso da solo l'acqua” e poco dopo tu ti veda Vinile avvicinarsi a te con aria abbattuta e sussurrare: “che se ne vada a cagare”.
075: “Che è successo?”
Vinile: “Il cameriere m'ha risposto male, gli ho chiesto se voleva una mano e lui ha detto al suo collega -servilo tu che questo mi ha già rotto le palle-!”
È rimasto mogio per mezzora.
Povera stella, non è abituato!




Ps: Questo post è stato scritto diversi giorni fa, e giuro che nel frattempo di dimostrazioni della vita che Vinile svolge nella bolla ce ne sono state molte altre!