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giovedì 24 gennaio 2013

Help!!!


Lasciatemi postare uno puro, semplice e noiosissimo sfogo: temo ci sia qualcosa nell'aria che rende tutti nervosi e insostenibili.
I pendolari lo sono da sempre, quindi non me ne sorprendo: lo sanno tutti che i pendolari sono la cosa più spiacevole sin dai tempi dell'Antica Grecia.
Ma a lavoro, per strada, la parrucchiera, gli amici! Nell'ultimo periodo tutti sembrano dare del loro peggio e qualsiasi cosa io faccia, sbaglio.
Ho una teoria: secondo me devono compensare la finta bontà natalizia, ovvero sfogano sul primo che passa tutto il nervosismo che avrebbero tanto voluto sfogare sui parenti, e visto che io ho la rara dote di trovarmi sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato...beh, se la prendono con me.
L'altra teoria è che ci sia una strana combinazione fra allineamenti strani dei pianeti e il mio gruppo sanguigno per cui divento una vera e propria calamita per le incazzature altrui.

In ogni caso sto seriamente valutando l'idea di rinchiudermi in casa e mettere fuori la testolina solo fra un paio di mesi, giusto per vedere com'è la situazione. Se il mondo si fa più rilassato prima dei due mesi fatemi uno squillo.

Ps: nel frattempo spero che questo allineamento dei pianeti non colpisca professori e assistenti, che io ho un esame fra breve. Sob.

domenica 19 agosto 2012

Nuovi inizi.


Tornata giusto ieri dalla mia mini vacanza / asilo politico. Già vorrei tornare indietro, ed è la prima volta che mi capita.
Ho sempre odiato le vacanze estive; forse perché i miei genitori mi hanno sempre portata in posti noiosi in cui non c'erano giovani di alcun tipo. Il corso delle mie estati era sempre più o meno il seguente:
Fase 1: la scuola finisce, io sono contentissima di non essere più costretta su un banco e di non dovermi più alzare alle 6.30 del mattino. Posso fare quello che mi pare, che normalmente era dormire, leggere, disegnare, giocare al pc con mio fratello, e al massimo un'oretta di compiti per evitare di ritrovarmeli tutti da fare gli ultimi giorni di vacanza.
Fase 2: mia madre si stufa di vedermi alzata non prima delle 11 e di vedermi perennemente o davanti al pc o con un libro in mano, quindi comincia a darmi mestieri da fare, e lì la vacanza diventa meno bella.
Fase 3: si parte per le vacanze. Mete di montagna perché a noi rilassarci non piace. Quindi si va in posti in cui ci si alza alle 7 -dopo un anno passato ad alzarsi alle 6.30, vorrei ricordare- per fare camminate di 8 ore sotto il sole con lo zaino in spalla e nel mentre ascoltare i miei genitori parlare di lavoro.
I miei genitori si chiedono ancora come mai non sono mai riusciti a passarmi la passione per la montagna.
Fase 4: si torna a casa, finalmente posso tornare a godermi le mie vacanze nei pochi giorni che rimangono prima della scuola, che accolgo con entusiasmo perché almeno lì anche se la lezione è noiosa imparo qualcosa e ci sono i miei compagni, mentre in montagna le 8 ore di discorsi fra i miei non mi portano da nessuna parte, se non a chiedermi se un giorno anche io diventerò così mortalmente noiosa.

Settembre quindi, un po' per predisposizione personale -io AMO l'autunno- e un po' per i motivi di cui sopra, mi è sempre piaciuto un mondo. Era il ricominciare tutto da capo, il riprendere la mia vita in mano dopo la pausa estiva.
Negli ultimi anni però non mi ero più sentita così bene sul finire di agosto. Forse perché spesso ho lavorato tutta estate e non sono andata da nessuna parte, forse perché negli ultimi anni sono passata dal trascorrere le estati in apprensione per le sparizioni di Mr.J al soffrire di solitudine perché tutti sono via con fidanzati e amici e io sono in Brianza da sola a lavorare, e se non sto lavorando sono comunque troppo squattrinata per permettermi una vacanza come si deve. Insomma, non c'era più stato un vero e proprio stacco e quindi neanche un vero e proprio inizio.
Per carità, la mia vita è molto meglio ora di quanto lo sia mai stata nei precedenti 24 anni, ma forse non dovrei accontentarmi solo perché prima era peggio.
Forse il problema ora è che ho sbagliato tutto l'approccio sin dall'inizio. Il mio approccio è sempre stato guardare gli aspetti positivi (tralasciando i momenti di sconforto in cui tutto è nero), dicendomi che tutto sommato sono fortunata. Forse non avrei dovuto ignorare quelli negativi per anni, perché ignorarli significa non risolverli e lasciarli lì a crescere, finché non ti rendi conto che anche se in silenzio loro stanno avendo la meglio, e che sotto sotto non sei mica felice come credevi.
E ora, dopo tutti questi anni, chi se lo ricorda perché sto male.

domenica 16 ottobre 2011

Il metodo sincerità, pt. II


Ricordate il metodo sincerità?
Nel caso non ve lo ricordaste o non aveste voglia di cercarvelo fra i vecchi post lo riassumo qui:



Il metodo sincerità è uno stile di vita.



Siamo tutti d'accordo nel dire che le persone sono complicate e che i rapporti interpersonali lo sono ancora di più, quindi al fine di evitare di complicare ulteriormente le nostre vite con malintesi e incomprensioni varie ho deciso di dire semplicemente la verità poiché -ahimè- non sono responsabile della verità. E anche nei casi in cui ne fossi responsabile nascondere il tutto non mi renderebbe più leggera.



Negli ultimi mesi però mi sono resa conto che non sempre è così semplice: non solo la gente spesso la verità non la vuole stare a sentire, ma spesso si passa pure per stronzi a dirla. E attenzione, quando dico “essere sinceri” non intendo certo dire che si ha l'autorizzazione a ferire la gente. Essì, perché ho notato -soprattutto da parte dei maschietti- una completa incapacità nel capire la differenza del COME si dice una stessa cosa.



Prendiamo un esempio banale: un'amica con qualche chilo di troppo compra un vestito che le sta proprio male. C'è una bella differenza fra il dire:



“Mio dio, ma non ti rendi conto che sei troppo grassa per un vestito del genere?”
e il dire:
“Guarda, secondo me non ti sta benissimo, è un po' troppo aderente.”



Che rappresenterebbe un po' il comportamento ideale, poiché fingere che le stia bene certo non la aiuterebbe e la prima risposta sarebbe solo una cattiveria gratuita.



Quindi sincerità sì, ma con un minimo di tatto e diplomazia.



Ecco.



Nei rapporti “di coppia” invece la faccenda si fa più complicata.



Mettiamo che io abbia conosciuto un ragazzo e che, nonostante non fosse certo l'uomo della mia vita, abbia cominciato ad uscirci giusto perché mi piaceva e mi faceva stare bene (come non capitava ormai da troppo tempo). Mettiamo ora che questo ragazzo se ne salti fuori dicendo che prima di conoscermi stava frequentando anche un'altra e che adesso non sa bene cosa fare.



Queste alcune delle reazioni possibili:





  • sentirmi tradita e mandarlo a cagare;





  • rimanerci male e sperare che decida di scegliere me;





  • rimanerci male e fargli una scenata;





  • ammettere che alla fin fine non sto certo cercando una storia da lui e che quindi è inutile che gli faccia storie insensate per una cosa che non mi tocca neanche un po'.





Ovviamente il mio metodo sincerità mi impone di essere onesta e diretta, quindi gli dico quello che penso, ovvero che non è un problema e che nel caso la situazione dovesse cominciare ad infastidirmi glielo avrei detto, ma che preferirei che l'altra ragazza sapesse della situazione ma che di certo non posso obbligarlo. Perfetto no?



In pratica sto dicendo ad un ragazzo che si dimostra interessato a me di non preoccuparsi di niente, di vivere le cose come vengono, di cercarci nel modo più spontaneo possibile e che non gli avrei chiesto niente di niente se non di essere rispettata.



La situazione che -in teoria- tutti gli uomini dicono di sognare.



A quanto pare non è così però, poiché il ragazzo comincia a comportarsi male senza motivo apparente.
Cerco di fargli notare che la situazione così a me non va bene, e quindi preferirei lasciar perdere. Ma ogni volta che ci provo si rifiuta di parlarne, in un modo o nell'altro.



Incredibilmente è la prima persona a riuscire a trovare quello che forse è il vero e unico punto debole del metodo sincerità.



Sono sempre riuscita a convincere delle mie ragioni col metodo sincerità, ma non avevo proprio pensato al fatto che si può essere onesti e convincenti quanto si vuole, ma che se dall'altra parte non c'è nessuno ad ascoltare è tutto completamente inutile.



 



E fu così che 075 fu costretta a comportarsi in modo scorretto. Allora è proprio vero che a volte ti ci costringono.



E io che pensavo fosse una scusa.

sabato 3 settembre 2011

Estate.

È assurdo vedere come quella che probabilmente è stata l’estate più sfortunata della mia vita sia anche stata quella che ho apprezzato di più negli ultimi anni.
Partendo dalla fine della sessione d’esame estiva fino ad ora è stata una sfiga dietro l’altra.

Poco prima dell’esame decido di chiamare mio zio per salutarlo, mi risponde con una voce strana, come se facesse fatica a parlare: pochi giorni dopo è in ospedale.
Del viaggio a Borgotaro vi ho già narrato nel post dell’alcool, così come del piacevolissimo ritorno a casa caratterizzato da una bella influenza intestinale che mi ha fatto rimandare tutti i piani (fra cui la festa hawaiana di Sestri Levante che aspettavo da un anno) e passare in bagno i miei unici giorni di vacanza senza studio.
Poi la settimana degli ex.
Intanto riprendo a studiare, ma mi concedo il mio giorno a Piacenza, quello in cui Il Bolide™
mi ha abbandonata in autostrada...ma questa storia la sapete già.
Comincio ad andare a correre al parco il tardo pomeriggio, nonostante il caldo. La cosa mi fa stare davvero bene, ma tornando dal parco con C. lei mi dice che andrà al lago per qualche giorno. Non ho fatto vacanza e spero che mi inviti, ma non lo fa.
Qualche giorno dopo una mia amica d’infanzia da poco ritrovata mi scrive:
“075, andiamo al mare?”
“Quando?”

“Ora.”
Decido di fare la follia: raccatto le poche cose pulite che trovo in casa e parto con un’amica che ho appena ritrovato, due ragazzi appena conosciuti e un cane che soffre di attacchi di panico.
Arriviamo la sera tardi, il posto è bello, il giorno dopo andiamo al mare: sono cinque anni che non ci vado.
Bandiera rossa.
Onde altissime: niente bagno, ma in compenso mi scotto. Decidiamo di prolungare la minivacanza e partire due giorni dopo per vedere se riusciamo ad essere più fortunati: le onde sono accettabili, mi bagno le gambe decidendo di aspettare un po’ prima di fare un bagno serio.
Due ore dopo ho la congiuntivite. È domenica e dobbiamo girare un po’ per trovare una farmacia aperta.
Mentre sono sul divano a farmi mettere il collirio dai miei nuovi amici mi arriva una chiamata da Cosoh.
“Ciao, sei a casa?”
“No, sono a Sestri Levante, perché?”

“Perché io sono in pronto soccorso, mi è caduta una statua addosso e mi ha rotto un piede.”
“Ah. Io ho la congiuntivite.”
“Perfetto. Ci sentiamo.”
Torno a casa dove scopro che il Bolide ci ha abbandonati, così come mio zio.
 
Insomma, un’estate davvero disastrosa, eppure la prima estate dopo anni in cui sono stata così bene con me stessa da riuscire a prendere dal lato giusto tutto quanto, persino un lutto, per quanto possibile.
Non saprei come prendere il fatto che domani c’è la tumulazione di mio zio così come la rottamazione de
Il Bolide™.
Probabilmente è la fine di un’era.
 
Speriamo ne nasca qualcosa di buono.

lunedì 9 maggio 2011

Stanchezza.

Le cose cambiano, e ultimamente sempre nel peggiore dei modi.
La prima cosa che ti dicono quando una storia finisce è che col passare del tempo starai sempre meglio. Ovviamente però 075 deve pur distinguersi in qualche modo, quindi starà sempre peggio col passare del tempo, col risultato che né lei né nessun altro di dimostrerà in grado di capire cosa diavolo stia succedendo.
Un po’ perché evidentemente non ci sono mai passati realmente, e un po’ perché dopo un tot ci si rompe le palle della gente che è sempre triste.
Ma la cosa deprimente è più che altro rendersi conto che i primi a stufarsi sono quelli che hai aiutato di più: quelle amiche che ti chiamavano in lacrime in qualsiasi momento della giornata e a cui hai tenuto costantemente compagnia nonostante avessi anche tu degli impegni e delle preoccupazioni.

Ovviamente, adesso che loro stanno bene e tu stai peggio, nessuno si sogna di stare al telefono neanche 5 minuti per farti compagnia, e col passare dei mesi comincia ad essere tanto anche ricevere una risposta tramite sms in tempi decenti. Per non parlare poi di come quelle stesse persone si divertano a sbatterti in faccia di continuo il fatto che ora sono felicemente fidanzate.
Quel che mi lascia perplessa poi è che neanche se ne rendono conto: non è cattiveria, è solo incosciente egoismo.

E sinceramente non ho ancora deciso cosa sia peggio fra le due.

mercoledì 9 marzo 2011

Donne?

Giusto perché è appena passata la festa della donna, mi sembra giusto fare un paio di osservazioni impopolari.
Vorrei dire che non è che sia troppo a favore di questo fermento pseudo femminista degli ultimi giorni, queste continue proteste per le signorine discinte in televisione e la mancanza di rispetto nei confronti del gentil sesso. O meglio, io alla manifestazione non ci sono stata, però quello che è passato da telegiornali e quotidiani è che la cosa fosse un po’ in reazione ai recenti scandali.
Forse ci si dovrebbe lamentare del fatto che le donne vengono pagate di meno e che fanno più fatica ad essere assunte a parità di curriculum, piuttosto che lamentarsi dell’immagine che la tv dà di noi.
Faccenda su cui dovremmo riflettere.
Vorrei far notare che le varie ragazze che stanno in televisione mezze biotte quella strada l’hanno scelta, non sono delle ragazzine dell’est Europa costrette a prostituirsi contro la loro volontà.
Il senso dell’emancipazione non è forse questo? Disporre del proprio corpo come si vuole, e la loro decisione è stata quella. Sono persone che sono state attirate dal luccicante mondo dello spettacolo e che sanno benissimo che quello è il modo più semplice per arrivarci. Non solo sapevano a cosa andavano incontro, ma non sognavano altro da quando erano bambine; e di donne così –purtroppo- ne ho conosciute tante.
Ma io mi dico, cosa c’è che non va nel cervello di queste care ragazze? Perché ci sono così tante donne che bramano questa vita? Soldi?
La domanda c’è perché c’è l’offerta. Se le donne si fossero indignate e rifiutate in massa nessun uomo avrebbe più osato chiedere.
E poi c’è il fattore carriera, di cui ho già parlato. Perché le donne rinunciano al lavoro così facilmente, mentre gli uomini neanche ci pensano? A volte mi sembra che le donne non abbiano neanche voglia di provarci, perché tanto è più facile farsi mantenere da qualcun altro, in nome dell’amore per la famiglia. Perché le donne sono, in media, meno ambiziose degli uomini?
Poi è ovvio che l’uomo, dopo aver conosciuto decine di donne che non si impegnano o che –peggio- si vendono, non si aspetti un granché dall’altro sesso, e questo purtroppo va a danneggiare quelle donne che invece si sbattono e che sono terribilmente in gamba.
 
Insomma, forse dovremmo smetterla di accusare gli uomini di tutto, e renderci conto che spesso e volentieri siamo noi le prime a non farci rispettare.

giovedì 3 marzo 2011

No comment.

…e comunque non è giusto, ecco.
Non è giusto che mi si debba far pesare una cosa successa sei anni fa.
Mi spiego.
Sei anni fa avevo cominciato ad uscire con un ragazzo, grazie al quale avevo conosciuto un gruppo di persone strasimpatiche con cui –visto che io riesco a fare colpo solo sui nerd- giocavo di ruolo (ebbene sì).
Col passare dei mesi però il ragazzo in questione è diventato tremendamente pressante e si è dimostrato una persona completamente diversa. Una di quelle persone che a saperlo prima no grazie ho il gatto sul fuoco.
Dopo un periodo di dubbio ho dovuto quindi prendere l’ovvia decisione.
 
(Per farvi capire quanto mi sentivo soffocata dal rapporto vi dico solo che dopo averlo lasciato chi mi incontrava in giro commentava: “che aria rilassata che hai!” )
 
Il trauma l’aveva portato a fuggirsene a casa dai suoi genitori e a chiudersi parecchio, lasciandomi libera di continuare a frequentare gli amici che mi aveva presentato. Pian piano però ci si è allontanati (io studiavo, lavoravo e nel fine settimana cercavo di portare avanti una relazione a distanza) e il caro ragazzo è tornato a Milano.
Quest’estate, fra il mio aver lasciato il lavoro per dedicarmi agli studi e l’essere stata lasciata, avevo approfittato dell’assenza di lui per ricominciare a vedere gli altri. L’estate va benone finché lui non torna, e io mi devo fare da parte.
Al che, visto che sono passati 6 anni, mi viene in mente l’idea geniale di andarci a parlare, col risultato che mi dice che non c’è problema se voglio continuare a frequentare gli altri anche se c'è lui.
Perfetto, giusto?
SBAGLIATO.
Certo, lui non ha commentato la mia presenza, ma per il semplice fatto che si è comportato come se non fossi lì. E intendo dire che neanche mi rispondeva se gli parlavo.
Così adesso se non vado mica è colpa sua, è una mia scelta. Sono io che faccio la rompipalle non apprezzando il suo gesto di invitarmi.
 
SEI ANNI.

Beh, a questo punto direi che non mi resta che farlo sparire.

 




 (Comunque sto ancora pensando a cosa fare di questo blog)

lunedì 3 gennaio 2011

PMS

Giusto per compensare i precedenti post pieni di affetto e gratitudine per la vita, vi dico che qui la cosa si fa seria: la sindrome pre-mestruale ormai è un problema reale per me.
Nei giorni che precedono il marchese (come direbbero le nostre nonne) io odio il mondo e dispenso insofferenza ad amici e nemici.
E poi ci sto anche male, è questo il punto. Della serie il mondo è pessimo - nessuno mi capisce- qualcuno mi aiuti - ma nessuno mi aiuterà perché nessuno mi capisce – e così via.
Che poi so benissimo che mi sento così per la PMS e che starò meglio non appena arriveranno, eppure mi deprimo lo stesso. Un tempo litigavo con tutti senza neanche capire il perché (mi ci sono voluti tre anni per rendermi conto che con il mio ex ragazzo litigavo più o meno sempre negli stessi giorni del mese, e comunque non è servito a niente, perché non riesco a controllarmi), ora invece ho appreso la sottile arte dell’isolamento forzato.
Un po’ come quando in Buffy il lupo mannaro si incatenava da solo nelle notti di luna piena, per non fare del male a nessuno. Ecco, l’immagine del lupo mannaro rende bene l’idea, anche se probabilmente una donna in premestruo è molto più pericolosa. Soprattutto 075 in premestruo, che già di buon umore non è certo la persona più tollerante del mondo.
La Qproponeva ferie obbligate per le donne con questo problema, per non doversi confrontare con il resto del mondo in questi giorni infausti, e pensandoci bene potrebbe essere una grande idea.
Pensateci: nei giorni in cui le donne sono ciclate potrebbero lavorare quelle non ciclate, ridistribuendo il lavoro, perché tanto le possibilità dei cicli sono così varie che non ci sarebbero orari scoperti. E poi le donne sarebbero di umore migliore e più produttive una volta tornate, cosa che farebbe bene a tutti quanti sul posto di lavoro; per non parlare del fatto che gli uomini si eviterebbero le sfuriate senza senso e i pianti immotivati delle donne mestruate, evitandosi frustrazioni superflue che poi andrebbero a riversarsi su altri uomini, donne e bambini. Quindi sarebbero tutti più rilassati, meno stressati e quindi meno propensi alla violenza e più disposti alla gentilezza.
Ve lo dico io, tutto il male del mondo deriva dalla catena di frustrazioni generate da una sbagliata comprensione del ciclo femminile.
Pensateci, potrebbe essere la grande svolta.
 
L’unico problema è che così in sintonia con il mondo e fra loro le donne potrebbero cominciare ad avere il ciclo gli stessi giorni, e lì sarebbe davvero un bel casino.

venerdì 15 ottobre 2010

Pasticcio di 075.


075 ha fatto un bel pastrocchio con la propria vita.
O forse sarebbe meglio dire che è stata la sua vita a fare un pastrocchio con 075.
 
E ora è troppo tempo che sta cercando di ricominciare ma non capisce più da dove.

 



È un po' come se 075 ad un certo punto, in una bella giornata, avesse deciso di entrare in un posto. Non ha importanza che posto, uno qualsiasi, uno particolarmente accogliente.
E diciamo che per sbaglio, entrando, 075 abbia lasciato cadere qualcosa di molto importante e una volta uscita non l'abbia più ritrovato.
075 era stata dentro quel posto più tempo del dovuto e dopo un po' era diventato troppo freddo e decisamente poco accogliente, non come le sembrava all'inizio, da fuori. "Il riscaldamento si sarà rotto" aveva pensato, chiudendosi la giacca e aspettando. Ma poi il posto l'aveva sbattuta fuori senza darle il tempo di vedere se davvero il riscaldamento era rotto o semplicemente quel posto era sempre stato così freddo.
Così si è ritrovata in mezzo alla strada, dove faceva ancora più freddo.
Un sacco di amici hanno provato a buttarle addosso delle coperte per riscaldarla, ma forse ormai 075 ha preso troppo freddo per riuscire a riscaldarsi sul serio.


 

domenica 1 agosto 2010

Una delle serate più deprimenti di sempre.

Prologo.
Ieri Mater, che come avrete ormai intuito è la mater più paziente di sempre, mi ha scorazzata in giro per la Brianza in cerca del cellulare fantasma (ma questa è un’altra storia), motivo per cui mi sento debitrice nei suoi confronti.
 

I fatti.
Ieri non avevo niente da fare.
Mater mi ha lanciato la proposta: “Senti, ci sarebbe questa festa a Lazzate molto carina, con un sacco di bancarelle…ti va di accompagnarmi?”
075: “Mah, si potrebbe anche fare.”
Non l’avessi mai detto.
Era contentissima, ha organizzato tutto, HA CHIAMATO GLI AMICI.

Così, quando ho accennato al fatto che me ne sarei rimasta a casa a far nulla, Mater ha sfoderato i suoi occhioni tristi e ha cominciato a dire cose del tipo: “Ma come…ho chiamato e ho detto che saresti venuta anche tu…erano tutti contenti…ho detto che saresti venuta con la macchina fotografica…che ci avresti fatto le foto…la festa è davvero carina…ma cosa ci fai a casa da sola il sabato sera a deprimerti?”
Ovviamente mi sono sentita mortalmente in colpa e mi sono costretta ad andare, nella speranza ci fosse almeno qualche bancarella di polverosità (vedi antiquariato) in cui rifugiarmi.
Niente di niente.
La meravigliosa festa di Lazzate, cittadina che, ricordiamo, ti dà un benvenuto tipicamente brianzolo, con quel cartello che recita: “LAZZATE – COMUNE DELLA PADANIA”, e con quelle vie della serie: “VIA LEGA LOMBARDA”.
Quattro bancarelle, un castello gonfiabile, tre pittori e qualcosa come 500 persone. Cosa che mi fa pensare che i lazzatesi probabilmente non conducono una vita particolarmente elettrizzante.
Come se non bastasse, a deprimermi ancora di più, mentre ero in macchina mi manda un messaggio la mia amica C., la quale mi dice che sta uscendo per fare cose mirabolanti e veramente gggiovani, e se voglio unirmi. Ma gli occhioni tristi di Mater mi si erano stampati in testa, quindi ho dovuto rifiutare la proposta molto più allettante.
Riuscite a percepire la tristezza suprema o devo sottolineare il fatto che ho 22 anni, era sabato sera, ed ero ad un buco di festa di una cittadina leghista della Brianza con mia madre?
Dopo qualche ora di strazio Mater decide di salvarmi e portarmi a casa. Salita in macchina ricevo una chiamata di C. che, ridendo come un’idiota, mi racconta che lei e le fanciulle con cui era uscita sono finite per sbaglio ad una festa di matrimonio dove la sposa ballava i Green Day e il testimone se ne andava in giro ubriaco con una cravatta legata in testa. Giusto per peggiorare la situazione.
 

Per quanto Mater sia ggiovane dentro (spesso più di me) forse devo trovarmi qualcuno con cui uscire.

(Non che C. non vada bene, ma mi ha avvertita che ero già in macchina).

venerdì 30 luglio 2010

075 ogni tanto si sente come uno di quei super cattivi da film, di quelli che in realtà sono buoni ma diventano super cattivi perché sono sensibili e si sentono incompresi.
 
http://www.youtube.com/watch?v=NOKm7mxGV6w

 Any dolt with half a brain
Can see that humankind has gone insane.
To the point where I don't know if I'll upset the status quo
If I throw poison in the water main.

Listen close to everybody's heart
And hear that breaking sound.
Hopes and dreams are shattering apart
And crashing to the ground.

I cannot believe my eyes
How the world's filled with filth and lies!
But it's plain to see evil inside of me
Is on the rise.

 
Look around
We’re living with the lost and found
Just when you feel you’ve almost drowned
You find yourself on solid ground

And you believe there’s good in everybody’s heart
Keep it safe and sound
With hope you can do your part
To turn a life around

I cannot believe my eyes
Is the world finally growing wise
Because it seems to me some kind of harmony
Is on the rise

H: Anyone with half a brain
P: Take it slow
H: Could spend their whole life howling in pain
P: He looks at me and seems to know
H: Because the dark is everywhere and
P: The things that I’m afraid to show
H: Penny doesn’t seem to care that soon the dark in me is all that will remain
P: and suddenly I feel this glow
H: Listen close to everybody’s heart
P: And I believe there’s good in everybody’s heart
H: and hear that breaking sound
P: keep it safe and sound
H: Hopes and dreams are shattering apart
P: With hope you can do your part
H: And crashing to the ground
P: To turn a life around
H: I cannot believe my eyes how the world’s filled with filth and lies
P:I cannot believe my eyes how the world’s finally growing wise
H: But it’s plain to see evil inside of me is on the rise
P: And it’s plain to see rapture inside of me is on the rise



ps: non ricordo come si mette direttamente il filmatino, accontentatevi del link e scusatemi.