giovedì 29 marzo 2012

Quello che ho sempre voluto dire su "Romeo e Giulietta".


Io l'ho sempre sostenuto.
Bisognerebbe togliere a Romeo e Giulietta il primato di migliorstoriadamoredisempre. Non se lo merita.
Come tutte le cose quando vengono viste e riviste in mille salse diverse, Romeo e Giulietta mi aveva portata all'esasperazione. Ma il vero rifiuto è arrivato solo dopo averlo letto (perché si sa, mica posso parlare male di un capolavoro senza neanche averlo aperto), scoprendo che è molto peggio di quanto pensassi.

Prima di tutto, all'inizio della storia, Romeo sta per uccidersi.
Per Rosalina.
Sì, la faccenda neanche è iniziata che già lui si vuole ammazzare per un'altra. Quindi già alle prime 5 pagine ti viene il dubbio che probabilmente Romeo è una regina del dramma.
Mercuzio e Benvoglio allora (che saran mica dei nomi veri, dai!), vedendolo in quelle condizioni, decidono di tirargli su il morale facendo gli imbucati ad una festa. Nel libro non c'è scritto, ma il senso è dai che ti portiamo ad un party mascherato dove c'è un sacco di gnocca che la smolla facile.
Qui Romeo conosce Giulietta, che ricordiamo avere 13 anni. Lui ne ha 17.
Ma vabeh, altri tempi.
I due si parlano appena e neanche si presentano, ma in breve tempo finiscono per limonare.
Nel giro di poche ore decidono di sposarsi.
Lo fanno di nascosto. Il buon frate Lorenzo li sposa nella speranza che il loro giovane amore porti la pace fra le due famiglie.
Lorenzo, pure tu però.
Da una parte hai una ragazzina di 13 anni, molto probabilmente cresciuta divorando, pagina dopo pagina, la versione a lei coeva di Fabio Volo; dall'altra invece hai una regina del dramma diciassettenne, imbucatasi ad una festa nel tentativo di soffocare a suon di gnocca il dramma della sua omosessualità (neanche troppo) repressa, ma che si ostina a nascondere dietro ad amori impossibili. In che modo il loro matrimonio dovrebbe riportare la pace fra Montecchi e Capuleti?
Ma anche in situazioni normali io mica avrei permesso a mia figlia 13enne di uscire con uno come Romeo che, ricapitolando, nel giro di tre giorni riesce a tentare il suicidio per una, imbucarsi ad una festa, conoscerne e sposarne un'altra il giorno dopo, far uccidere un suo amico, uccidere il cugino di sua moglie, farsi esiliare, tornare, uccidere il vero promesso sposo di Giulietta, ammazzarsi e causare infine la morte della sua amata. Questo in tre giorni. E manco c'aveva 18 anni.
Grazie a dio è morto giovane, perché come minimo con tutto questo furore nel sangue ora dei 20 anni ingravidava mezza Verona e ora dei 25 aveva sfidato a duello l'altra metà.
Perché ciò che rende così romantico
Romeo e Giulietta è che i due giovani muoiono -giovanissimi- per amore. Ma il punto è che non muoiono per amore, muoiono perché sono scemi! Io avevo una compagna in terza media che, rifiutata dal suo allora vero e unico amore (chiaramente ne ha avuti tanti altri da quel giorno ad oggi), decise di incidersi con una lametta il nome di lui su un braccio. Romantica? No, scema. Scema come solo una 13enne stracotta cresciuta a suon di film romantici può esserlo. Romeo ne ha 17, quindi è un po' più grave, ma contando che i maschi sviluppano dopo (il cervello intendo), forse è comprensibile anche questo.
Quindi insomma, son bravi tutti a far stronzate durante la prima cotta: il problema non è morire giovani per amore, così son bravi tutti. Il problema è sopportare la stessa persona per anni!

mercoledì 21 marzo 2012

Il totodifetto

Quando ho cominciato ad uscire con Vinile mi sembrava tutto troppo bello per essere vero. Il ragazzo sembrava uscito da un film, una di quelle storie alla Will & Grace, che proprio quando la protagonista femminile si arrende e decide di farsi inseminare dal suo amico gay va a finire che sbatte contro un palo, sviene e quando si risveglia ha davanti il suo uomo ideale.
Ecco, con Vinile è andata un po' così (si veda il post “Sarà mica che”).
Il mio problema (sì beh, uno dei tanti) è che valuto gli uomini che mi ritrovo davanti con decisamente poco romanticismo. Diciamo un po' con lo stesso romanticismo con cui un nobiluomo del '600 andrebbe a comprarsi uno schiavo: anni? È sano? I denti come sono? Ma ce l'avete solo di questo colore?*.
Insomma, più che stare a guardare il come mi fa sentire sto a guardare il cosa è in grado di fare e il com'è. Vinile sotto questo punto di vista spaccava: un bel ragazzo, alto, sportivo ma non fissato, studente lavoratore, un sacco di interessi, di voglia di fare e conoscere cose nuove. Sulla carta il mio ragazzo ideale, sotto parecchi punti di vista.
Ma se questo metodo da un lato fa sì che io abbia spesso preso in considerazione uomini che le mamme considererebbero “degli ottimi partiti”, dall'altro mi porta a mettere il lato umano in secondo piano, portandomi ad uscire con delle bestie insensibili.
In fondo si sa, nessuno è perfetto, e vista la mia tendenza ad uscire prevalentemente con psicopatici, era iniziato il totodifetto.
Così mi è venuta in mente quella scena (sì, oggi vado di citazioni) di 30 Rock in cui la protagonista comincia ad uscire con un ragazzo talmente fuori dalla sua portata da portare a questa discussione fra lei e il suo capo/mentore/amico:

Jack: “Perché questa cosa ti rende così nervosa?”
Liz Lemon: “Perché è una situazione delicata Jack...Qui c'è in mezzo della figosità.”
Jack: “Quanta?”
Liz mostra una foto
Jack: “Oh andiamo Lemon, cos'è? Vuole la cittadinanza?”
Liz: “No.”
Jack: “Gay non dichiarato?”
Liz: “Non credo.”
Jack: “Cerca una scopamica cozza portafortuna?”
Liz: “No.”
Jack: “Serial killer emulatore di Bundy?”
Liz: “È stata la prima cosa che ho pensato anche io ma no! Sta succedendo sul serio Jack, e io sto rovinando tutto!”

Ecco.
Quindi quale sarebbe stato il terribile difetto di Vinile?
Quando dopo avermi portata fuori a cena non ha cercato neanche lontanamente di baciarmi, ammetto di aver pensato che il problema fosse semplicemente che non era interessato.
Ma quando l'ho visto guardare con occhi pieni di amore un catalogo di Boggi o l'ho sentito dire “oggi sono un po' in scazzo, andrò a fare shopping per tirarmi su il morale” ho capito.

075 prende il telefono e compone il numero di Claire.

“Claire? Ho un problema: temo che il mio ragazzo sia gay.”



* Quest'ultima domanda potrebbe essere la spia dell'omosessualità repressa del presunto nobiluomo in questione.

lunedì 19 marzo 2012

L'amore facile

Una cosa che non sopporto -una delle tante, direi- è la gente dall'amore facile.
Parlo dei cosiddetti “innamorati dell'amore”: quelli che non possono stare senza e quindi sono sempre fidanzati, e anche quando non lo sono finiscono per innamorarsi a tempo record. Sono quelli che vogliono una storia a tutti i costi, non importa tanto con chi (nei limiti della decenza, chiaro).
Questi personaggi sono i più pericolosi di tutti, perché spesso sono insospettabili e quasi sempre sono dei fidanzati perfetti. Essì, perché essendo così innamorati dell'idea non possono far altro che tenersi stretta l'altra persona comportandosi in modo impeccabile, accettandone tutti i difetti e amandola incondizionatamente.
E ho già scritto in passato di quanto io odi quella accoppiata: amare incondizionatamente. Come i cani, che per quanto mi piacciano vorrei essere amata per quello che sono e non perché sono quella che procura il cibo.
Perché il problema principale è: e se poi arriva la persona di cui si innamorano sul serio?

I tipi che ho riscontrato finora sono i seguenti:

  1. La prima storia.
    Ovvero quei poveri ragazzi (o ragazze) che si sono fidanzati giovanissimi e stanno con il primo amore da anni. I poveretti si sentono super innamorati (si sa, il primo amore non si scorda mai) e quindi accettano QUALSIASI COSA. Ci sono due varianti: quella in cui la ragazza è fantastica e il ragazzo è assolutamente insignificante (n.b.: in questo caso lui tende ad essere parecchio possessivo e geloso perché LO SA che la sua donna è fuori dalla sua portata) e quella in cui il ragazzo è adorabile mentre la ragazza è una stracciacazzi senza scampo. E la domanda è: visto che non hanno mai avuto altro, lo sanno che non sono tutti così?
  2. Quelli che vedono l'essere single come una cosa spaventosa.
    Questi sono sempre fidanzati. Non importa con chi, non importa come, l'importante è non essere single. MAI. Ovvio che non tutti possono essere l'amore della tua vita, eppure il tipo 2 si comporta come se lo fossero. La domanda è: ne sono realmente convinti o fingono?
  3. Quelli che vedono l'essere soli come una cosa spaventosa.
    Queste -perché è al 90% una cosa da donne- non sopportano essere sole, quando per essere sole si intende in mancanza di un uomo. Essendo più coscienti del tipo 2 fanno in modo di avere sempre un uomo con sé, che non necessariamente trattano come se fosse il proprio ragazzo. In giovane età il tipo 3 si porta dietro un uomo e lo sfrutta per diversi scopi, se lo limona quando ne ha voglia ma non gliela dà MAI, adducendo scuse del tipo “non sono ancora pronta”. Il ragazzo, che in genere fa parte del tipo 4, accetta tutto passivamente, senza lamentarsi mai del fatto che non ha mai visto nuda quella che teoricamente dovrebbe essere la sua ragazza. In genere queste situazioni finiscono sempre allo stesso modo: lei trova un ragazzo che le piace sul serio e gliela dà dopo 2 giorni.
    In età più avanzata è probabile che il tipo 3 si evolva e cominci anche a darla in giro. Perché se quando si è piccole il modo per “mantenersi in salvo” è il non togliersi mai le mutande, una volta cresciute diventa il mettere le mani avanti con quella bellissima frase che è non voglio una storia seria. In genere finisce più o meno come per la versione più giovane: lei trova un altro e ci va a convivere dopo 6 mesi. Per i maschietti che hanno a che fare con questo insidiosissimo tipo posso avanzare un solo consiglio: FUGGITE, SCIOCCHI!
  4. Quelli che finalmente.
    Quelli che hanno passato la loro adolescenza -al 90% è cosa da uomini- a vedere gli amici passarsi diverse ragazze e che, nonostante a loro non manchi nulla, non hanno mai avuto il coraggio di buttarsi. Quando finalmente una ragazza si rompe le palle e decide di infilare loro la lingua in bocca (così il messaggio è chiaro) rischiano di entrare nella spirale mortale. Essì, perché ci sono quelli che essendo stati single a lungo riescono a mantenere la loro indipendenza, ma ci sono anche quelli che vengono risucchiati in un inferno di zerbinamento e che rischiano di diventare gli schiavetti della loro ragazza, che dopo un iniziale periodo di rose e fiori finisce per diventare la peggiore delle arpie. L'atteggiamento di base degli zerbinati può essere riassunto in oddio finalmente una donna ti prego non te ne andare farò tutto quello che vuoi.

Cosa me ne frega, direte voi.
E invece me (ce!) ne frega eccome, perché con tutti questi buoni partiti occupati con stronze e stronzi va a finire che c'è bella gente che è single, quando invece meriterebbe di essere felicemente fidanzata.
Quindi io propongo di fare la giornata internazionale del lasciamo gli stronzi agli stronzi, con tanto di pubblicità progresso.

Ogni anno centinaia di bravi ragazzi e ragazze vengono irretiti e usati da una manica di stronzi. Se anche tu sei stato irretito, non temere: chiama il nostro numero verde.
Il nostro numero verde offre supporto a tutte quelle persone che per paura di rimanere soli si fanno zerbinare. Poniamo fine al regime degli stronzi, lasciamo che si irretiscano fra di loro. Manda anche tu a fare in culo il tuo stronzo personale, perché ricorda:
non è mai troppo tardi per trovare qualcuno di meglio. 

martedì 13 marzo 2012

La forza di volontà

Avete presente la gente che dice che se una cosa la pensi fortissimo poi riesci ad ottenerla?
Avete presente quegli studi che dicono che se c'avete qualche malattia è perché vi volete male (soprattutto con quel C'AVETE che rende tutto più attendibile)?
Avete presente quegli insegnanti che vi dicono che se fate cagare in matematica è perché non vi impegnate abbastanza?
Ecco.
Stronzate.
075 ultimamente ha dei problemi con i suoi anticorpi. O meglio, 075 ha problemi con la percezione delle temperature, soprattutto quelle basse.
Leggi anche: non sento il freddo. Praticamente mai. Se esco da un locale in cui fa caldo e fuori ci sono i -5° comincerò a tremare per l'escursione termica, ma non sentirò realmente freddo.
Bello eh?
No.
Perché anche se io non soffro il freddo e potrei stare in maniche corte su un iceberg a urlare alla divinità del freddo “È tutto qui quello che sai fare?”, il mio corpo lo soffre eccome, e quindi va sempre a finire che mi ammalo. La fregatura è che non accorgendomi di avere freddo non posso sapere quando e se mi devo coprire.
In genere sapendo di questo mio problema evito di stare troppo in giro quando comincio a sentire quell'adorabile segnale dall'allarme che è il raspino in gola ma il problema era che con questi continui sbalzi di temperatura il raspino in gola era ormai diventato il mio migliore amico, e la gente cominciava a pensare fosse una balla quando mi chiedeva di uscire e io rispondevo sempre: “Eh, mi sa che mi sto ammalando, faccio serata tranquilla”.
Quindi ho ascoltato i consigli, ci ho creduto fortissimo: influenza non mi avrai.
Quindi sì al giro in scooter, sì al locale che o stai fuori a congelare o stai dentro a sudare, sì ai vestiti leggeri perché ieri c'erano 15 gradi e quindi mi sembra sia già primavera anche se oggi ce ne sono 5 e quindi non è poi così primavera.
Io ci credo.
Credo nei miei anticorpi.
Credo alla forza della mia mente.
E ora ho la peggior combinazione di tosse/raffreddore mai avuta in vita mia. 
Non vorrei disgustarvi con dettagli repellenti (e invece sì, lo adoro), ma il muco mi scende dal naso come se fossi un rubinetto aperto. Tossisco così tanto che ogni tanto mi sembra di essere sul punto di vomitare un polmone, ma soprattutto non riesco a dormire. E non nel senso con questa tosse ultimamente dormo davvero male, ma nel senso di non ho chiuso occhio -LETTERAMENTE- perché fra un colpo di tosse e l'altro non passano neanche 2 secondi.
Quindi ecco, mi sa che Jack Donaghy mentiva quando diceva di aver superato la sua allergia alle arachidi con la semplice forza di volontà, perché io non riesco neanche ad incoraggiare un minimo i miei anticorpi.
Sempre che io ce li abbia, perché comincio a dubitarne!

Ps: mi scuso per eventuali errori imperdonabili nella stesura del post, ma capitemi, non dormo da 48 ore e il muco mi annebbia il cervello e la vista.

venerdì 9 marzo 2012

L'inquisizione lombarda

Avrei dovuto immaginarlo.
Ci sarei dovuta arrivare da quella battuta buttata lì un annetto fa: “Quando 075 ci porterà a casa un nuovo ragazzo ci vestiremo bene, lo faremo sedere al lato opposto del tavolo e lo interrogheremo con una luce puntata in faccia”. Avrei dovuto capirlo che più che una battuta si trattava di un'iperbole.
E no, non sto parlando di Mater e Pater.
E neanche di Cosoh, che è il fratello meno protettivo di sempre.
Parlo di Loro.
Loro sono un gruppo di amici, alcuni conosciuti ormai quasi 10 anni fa, altri appena 2, ma che quando si tratta di me sono uniti da due comuni obiettivi: mettermi in imbarazzo e darmi lezioni di vita.
Quando ero single il loro passatempo preferito durante le serate assieme era guardarsi attorno nel tentativo di trovare qualcuno da presentarmi, per poi minacciare di procedere con un: “ehi, tu la conosci 075?”.
C'è da dire che almeno cercavano realmente qualcuno che potesse piacermi e non procedevano se io non approvavo. Come quella volta in cui uno di loro mi disse:
“Scegline uno dal tavolo qui di fianco, dai.”
075: “Ma dai, sono tutti quarantenni!”
“Beh, tu non stai ringiovanendo mi pare.”

Ora che c'è Vinile non potevo sperare si salvasse.
Martedì ero fuori con Loro e lui -povero ragazzo- ha avuto la sfortunata idea di chiamarmi proprio in quel momento. Dal modo in cui mi nascondevo per parlare al telefono i maledetti hanno capito che doveva essere lui e hanno insistito perché ci raggiungesse.
Fortunatamente, nonostante il tono inquisitorio della conversazione (Quanti anni hai? Che lavoro fai? Cosa fai nel tempo libero? Dove abiti? Qual è il tuo film preferito?), Vinile è sopravvissuto. E non solo, pare che i miei amici siano passati un po' dalla sua parte con frasi del tipo:
“Beh Vinile, mi pare che -STRANAMENTE, visti gli standard di 075- tu non abbia tare. Certo, a parte il fatto che esci con lei quindi devi avere un debole per i casi disperati”.

È sopravvissuto persino all'imbarazzo della prima domanda che gli è stata fatta in assoluto: “Piacere. Senti, ma 075 sputa o ingoia?”
Oddio. Il giorno dopo aveva la febbre, ma a me piace pensare che sia un caso.

Messaggio del giorno dopo, da parte di uno di Loro:
“Ce l'hai ancora il moroso, o l'abbiamo spaventato?”
Beh, non si può nemmeno difenderli con un: “ma no poverini, Loro non fanno apposta”.

giovedì 1 marzo 2012

QTD

Quando stavo -e in realtà anche dopo- col mio ex, c'erano quattro persone della sua vita che erano il mio incubo. Una di queste era QTD.
QTD aveva già attirato le mie antipatie per il semplice fatto che vedeva il mio ragazzo più di quanto non lo vedessi io. Era la ragazza del suo migliore amico, e loro tre erano inseparabili. Facevano indimenticabili viaggi assieme, passavano le nottate a parlare e io, non so come, ero finita per essere quella fastidiosa presenza che interrompeva il loro idillio per sapere che fine avesse fatto il mio ragazzo. QTD, dopo una sola settimana di frequentazione con il migliore amico del mio ex, aveva già piantato le tende: non solo gli aveva già arredato casa, ma si era già anche trasferita da lui.
No ma...non mi sa di disperato neanche un po'.
QTD, pur senza avermi mai vista, faceva di tutto per escludermi da qualsiasi tipo di uscita, per motivi che francamente non ho mai capito.
In tutto ciò, quando per caso io e Mr. J (il mio ex, appunto) l'abbiamo incontrata al cinema e ci siamo fermati un po' fuori a parlare, la cara ragazza manco si è sforzata di essere gentile per fare un favore a lui, che tecnicamente era un suo caro amico. No.
Anzi, mi squadra continuamente con aria quasi disgustata e fa di tutto per mettermi a disagio.
Ah, nel caso non si fosse capito QTD sta per Quella Troia Di. E contrariamente a quanto si possa pensare il soprannome non è una mia idea, ma del mio ex. Essì, perché nonostante questa grandissima amicizia, nel momento in cui lei ha lasciato l'amico, il mio ex si riferiva a lei inserendo le tre paroline magiche davanti al suo nome ogni volte che ne parlava. Salvo poi accusarmi di aver ostacolato la loro splendida amicizia.
Quando con ostacolare si intende dimostrare della più che giustificata gelosia nei suoi confronti.
Fatto sta che QTD mi ha reso la vita particolarmente difficile per parecchio tempo, anche se a distanza. Tanto che sono arrivata ad esserne ossessionata: me la sognavo di notte mentre mi derideva abbracciando il mio ex. Con tutti i problemi di autostima che stare con Mr. J aveva comportato il suo sguardo disgustato mi perseguitava, e il fatto che quella sera al cinema suo cugino mi stesse palesemente spogliando con gli occhi non mi aveva aiutata a lasciare perdere.

Quello che mi dava più fastidio in assoluto era che QTD era una persona di quelle che fanno le super simpatiche e che poi ci mettono 30 secondi a dimenticarsi di te. Cosa che infatti poi è successa, perché nonostante questa grande amicizia urlata ai 4 venti, la cara fanciulla ci ha messo ben poco a dimenticarsi di Mr. J.

Ieri, a sorpresa, l'ho incontrata in università. Ci siamo incrociate, guardate negli occhi, e abbiamo proseguito senza salutarci. Non sono riuscita a capire se mi ha riconosciuta o meno.
Mi sono fermata un attimo a pensare: se non mi ha riconosciuta è un bello smacco. Mi sono sognata di notte il suo maledetto sguardo disgustato, e lei neanche si ricorda di me. Come quando si schiaccia una formica.
Ma poi ho pensato che io le formiche non le schiaccio apposta, che solo una persona frustrata lo fa, per sfogarsi. Lei è una di quelle persone che mi fa venire in mente quella frase di Gaber:
“Infatti non è mica normale che un comune mortale, per le cazzate tipo compassione e fame in India, c'ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna. Che viene da dire: ma dopo come fa ad essere così carogna?”
Essì. Perché poco importa che lei se ne vada in giro ad abbracciare gente, a fare la grande amica; poco importa se va a manifestare contro le ingiustizie del mondo. Se ti accanisci su una persona che sai essere in un momento difficile, c'è poco da fare: sei una maledetta carogna.

E su questo pensiero mi son concessa un'alzata di spalle, ho sorriso e mi sono accesa una sigaretta.
Baciami la sacra pantofola, QTD.