075 ogni tanto si sente come uno di quei super cattivi da film, di quelli che in realtà sono buoni ma diventano super cattivi perché sono sensibili e si sentono incompresi.
http://www.youtube.com/watch?v=NOKm7mxGV6w
Any dolt with half a brain
Can see that humankind has gone insane.
To the point where I don't know if I'll upset the status quo
If I throw poison in the water main.
Listen close to everybody's heart
And hear that breaking sound.
Hopes and dreams are shattering apart
And crashing to the ground.
I cannot believe my eyes
How the world's filled with filth and lies!
But it's plain to see evil inside of me
Is on the rise.
Look around
We’re living with the lost and found
Just when you feel you’ve almost drowned
You find yourself on solid ground
And you believe there’s good in everybody’s heart
Keep it safe and sound
With hope you can do your part
To turn a life around
I cannot believe my eyes
Is the world finally growing wise
Because it seems to me some kind of harmony
Is on the rise
H: Anyone with half a brain
P: Take it slow
H: Could spend their whole life howling in pain
P: He looks at me and seems to know
H: Because the dark is everywhere and
P: The things that I’m afraid to show
H: Penny doesn’t seem to care that soon the dark in me is all that will remain
P: and suddenly I feel this glow
H: Listen close to everybody’s heart
P: And I believe there’s good in everybody’s heart
H: and hear that breaking sound
P: keep it safe and sound
H: Hopes and dreams are shattering apart
P: With hope you can do your part
H: And crashing to the ground
P: To turn a life around
H: I cannot believe my eyes how the world’s filled with filth and lies
P:I cannot believe my eyes how the world’s finally growing wise
H: But it’s plain to see evil inside of me is on the rise
P: And it’s plain to see rapture inside of me is on the rise
ps: non ricordo come si mette direttamente il filmatino, accontentatevi del link e scusatemi.
venerdì 30 luglio 2010
martedì 13 luglio 2010
La giornata dell'incompetenza.
Oggi è stata la giornata dell’incompetenza.
Partiamo dal mio medico:
Due mesi fa mi prescrive la pillola per problemi di irregolarità al ciclo e opta per una pesantissima che rimedia ai problemi di acne (che non ho!). Nel giro di due settimane, dopo averla cominciata a prendere, comincio ad averne.
Al che decido di andare a farle notare che qualcosa non va.
E lei risponde con una faccia perplessa: “non mi è mai successo…facciamo una visita dal dermatologo?”
…
Allora.
Mettiamo anche che io voglia perdere tempo e andare a fare una visita dal dermatologo.
Vado lì e gli dico: “Buongiorno dottore, ho cominciato ad avere dei problemi alla pelle nel momento in cui il mio medico mi ha fatto prendere questo.”
Non ci vuole un genio per sapere quale può essere la soluzione al problema.
Se ho un disturbo il lavoro del medico è capire da cosa questo è causato. Si trova la causa, si elimina la causa e si ricomincia a stare bene.
Noi sappiamo qual è la causa, perché me lo devo far dire da un dermatologo?
Il mio medico mi guarda con aria sempre più perplessa: “quindi cosa vuoi fare?”
…
Ma chi è quella laureata in medicina qui?
075: “Mi prescriva un’altra pillola, no?”
Medico: “Va bene!”
È bello sapere che devo prendere io le decisioni.
Ma la giornata dell’incompetenza non è finita qui.
Riassunto della puntata precedente: da mercoledì scorso ho problemi col mio cellulare che, pur ricevendo sia messaggi che chiamate, non riesce a farmi comunicare col mondo.
Ho aspettato 2 giorni e poi ho deciso di andare in un centro del mio gestore.
La ragazza mi aveva risposto così: “non è un problema della tua sim, è un problema nostro, stiamo facendo delle…umh...cose e nessuno può più chiamare e mandare messaggi, stasera dopo le 8 andrà a posto!”
Ok tesoro caro, a parte il fatto che dirmi “stiamo facendo delle…umh…cose” mi fa già intuire il livello della tua competenza nel tuo campo lavorativo, com’è che fra tutte le persone che conosco non ce n’è mezza che abbia lo stesso problema? (per immaginare il dialogo realmente avvenuto tradurre il tutto in diplomatichese).
La risposta è semplice e perfettamente logica: “eh ma perché è una cosa ciclica e probabilmente settimana prossima tornerà a te ma andrà via a loro!”.
Ok, mi sono detta, diamo un minimo di fiducia a questa ragazza apparentemente impreparata sulla faccenda. Saprà cosa fare no? È il suo lavoro!
075: “Ok, quindi aspetto e se non si risolve da solo ritorno?”
Ragazza: “Sì sì, aspetta fino a lunedì alle 8 e vedrai che sarà a posto!”
075: “Ma non avevi detto questa sera?”
Ragazza: “Fai lunedì per sicurezza!”.
È martedì e il problema persiste, dunque decido di andare a farle notare questa cosa, ormai convinta della sua incompetenza.
Le ripeto il tutto e lei: “Sì, è un problema nostro, venerdì andrà a posto!”.
075 comincia a perdere la pazienza: “No, ascolta, prima mi hai detto sabato, poi lunedì e adesso venerdì? Mi stai dicendo che il gestore ha deciso di fare un lavoro di manutenzione che blocca TUTTE le schede (tranne quelle della gente che conosco, a quanto pare) senza avvertire in nessun modo?”
La ragazza comincia a sentire un tono polemico nelle risposte di 075: “Neanche il mio funziona, cosa vuoi che faccia? Non è che posso risolvere la cosa, bisogna aspettare”.
075: “Ascoltami, non è che possiamo cambiare la sim e basta? È molto vecchia, magari il problema è quello.”
Ragazza: “No, è un problema nostro! Chiama il 190 e lamentati con loro.”
075: “Ma se il mio telefono non va come faccio a chiamare il 190????”
Ragazza: “Non lo so. Fatti prestare il cellulare da qualcuno.”
075: “…”
Ragazza: “Oh, poi se vuoi la tua scheda te la rifaccio, ma non ti risolverà il problema, è il mio lavoro, vuoi dirmi tu come farlo? E poi se ti rifaccio la scheda qualcosa potrebbe andare storto.”
…
Qualcosa potrebbe andare storto? Cos’è, una minaccia perché ti sto facendo girare le palle? “Oh potrei accidentalmente sbagliare la procedura, sai…sarebbe un peccato se dovesse capitare qualcosa al tuo numero di telefono…ehhh, povero numero di telefono, non ci rendiamo mai conto di quanto sia importante finché non lo perdiamo…”.
075: “No, scusa, cosa potrebbe andare storto?”
Ragazza: “Potresti perdere il numero.”
075: “In che modo?”
Ragazza: “Beh, sai, magari tu cambi la sim e nel frattempo ci sono procedimenti tecnici e…oh insomma, è così e basta!”.
Aaaah, la competenza e la voglia di lavorare, queste conosciute.
E comunque alla fine la sim mica me l’ha rifatta eh.
Partiamo dal mio medico:
Due mesi fa mi prescrive la pillola per problemi di irregolarità al ciclo e opta per una pesantissima che rimedia ai problemi di acne (che non ho!). Nel giro di due settimane, dopo averla cominciata a prendere, comincio ad averne.
Al che decido di andare a farle notare che qualcosa non va.
E lei risponde con una faccia perplessa: “non mi è mai successo…facciamo una visita dal dermatologo?”
…
Allora.
Mettiamo anche che io voglia perdere tempo e andare a fare una visita dal dermatologo.
Vado lì e gli dico: “Buongiorno dottore, ho cominciato ad avere dei problemi alla pelle nel momento in cui il mio medico mi ha fatto prendere questo.”
Non ci vuole un genio per sapere quale può essere la soluzione al problema.
Se ho un disturbo il lavoro del medico è capire da cosa questo è causato. Si trova la causa, si elimina la causa e si ricomincia a stare bene.
Noi sappiamo qual è la causa, perché me lo devo far dire da un dermatologo?
Il mio medico mi guarda con aria sempre più perplessa: “quindi cosa vuoi fare?”
…
Ma chi è quella laureata in medicina qui?
075: “Mi prescriva un’altra pillola, no?”
Medico: “Va bene!”
È bello sapere che devo prendere io le decisioni.
Ma la giornata dell’incompetenza non è finita qui.
Riassunto della puntata precedente: da mercoledì scorso ho problemi col mio cellulare che, pur ricevendo sia messaggi che chiamate, non riesce a farmi comunicare col mondo.
Ho aspettato 2 giorni e poi ho deciso di andare in un centro del mio gestore.
La ragazza mi aveva risposto così: “non è un problema della tua sim, è un problema nostro, stiamo facendo delle…umh...cose e nessuno può più chiamare e mandare messaggi, stasera dopo le 8 andrà a posto!”
Ok tesoro caro, a parte il fatto che dirmi “stiamo facendo delle…umh…cose” mi fa già intuire il livello della tua competenza nel tuo campo lavorativo, com’è che fra tutte le persone che conosco non ce n’è mezza che abbia lo stesso problema? (per immaginare il dialogo realmente avvenuto tradurre il tutto in diplomatichese).
La risposta è semplice e perfettamente logica: “eh ma perché è una cosa ciclica e probabilmente settimana prossima tornerà a te ma andrà via a loro!”.
Ok, mi sono detta, diamo un minimo di fiducia a questa ragazza apparentemente impreparata sulla faccenda. Saprà cosa fare no? È il suo lavoro!
075: “Ok, quindi aspetto e se non si risolve da solo ritorno?”
Ragazza: “Sì sì, aspetta fino a lunedì alle 8 e vedrai che sarà a posto!”
075: “Ma non avevi detto questa sera?”
Ragazza: “Fai lunedì per sicurezza!”.
È martedì e il problema persiste, dunque decido di andare a farle notare questa cosa, ormai convinta della sua incompetenza.
Le ripeto il tutto e lei: “Sì, è un problema nostro, venerdì andrà a posto!”.
075 comincia a perdere la pazienza: “No, ascolta, prima mi hai detto sabato, poi lunedì e adesso venerdì? Mi stai dicendo che il gestore ha deciso di fare un lavoro di manutenzione che blocca TUTTE le schede (tranne quelle della gente che conosco, a quanto pare) senza avvertire in nessun modo?”
La ragazza comincia a sentire un tono polemico nelle risposte di 075: “Neanche il mio funziona, cosa vuoi che faccia? Non è che posso risolvere la cosa, bisogna aspettare”.
075: “Ascoltami, non è che possiamo cambiare la sim e basta? È molto vecchia, magari il problema è quello.”
Ragazza: “No, è un problema nostro! Chiama il 190 e lamentati con loro.”
075: “Ma se il mio telefono non va come faccio a chiamare il 190????”
Ragazza: “Non lo so. Fatti prestare il cellulare da qualcuno.”
075: “…”
Ragazza: “Oh, poi se vuoi la tua scheda te la rifaccio, ma non ti risolverà il problema, è il mio lavoro, vuoi dirmi tu come farlo? E poi se ti rifaccio la scheda qualcosa potrebbe andare storto.”
…
Qualcosa potrebbe andare storto? Cos’è, una minaccia perché ti sto facendo girare le palle? “Oh potrei accidentalmente sbagliare la procedura, sai…sarebbe un peccato se dovesse capitare qualcosa al tuo numero di telefono…ehhh, povero numero di telefono, non ci rendiamo mai conto di quanto sia importante finché non lo perdiamo…”.
075: “No, scusa, cosa potrebbe andare storto?”
Ragazza: “Potresti perdere il numero.”
075: “In che modo?”
Ragazza: “Beh, sai, magari tu cambi la sim e nel frattempo ci sono procedimenti tecnici e…oh insomma, è così e basta!”.
Aaaah, la competenza e la voglia di lavorare, queste conosciute.
E comunque alla fine la sim mica me l’ha rifatta eh.
domenica 11 luglio 2010
Vecchia dentro.
Dovete sapere che davanti a casa di 075 hanno, da pochi anni, fatto un mini-parchetto.
Quando lo stavano sistemando, 075 aveva già capito che quel parchetto non sarebbe servito ai bambini, ma che vi si sarebbero appostati i fastidiosi tamarri casinisti della cittadina brianzola in cui vive.
Ahimè, avevo ragione.
Il problema è che il casino lo fanno soprattutto da tardo pomeriggio a notte fonda, in alcuni casi fino al mattino presto, impedendomi di dormire.
Che poi non è che parlino. No. I loro discorsi sono più o meno questi:
“OHHHHHHHHHHHHHHHHHH CIOOOOÈÈÈÈÈÈÈÈÈÈÈÈÈÈÈÈÈÈÈ”
“OOOOOOHHHH AHAHAHAHAHAH *risa sguaiate*”
“OHHH ZIOOOOOOOO”
E simili.
Cose che davvero mi fanno pensare.
Chi sono questi ragazzi? Il fatto che rimangano al parchetto fino alle 4 di notte (anche in settimana) significa che non lavorano ancora, suppongo. Vanno alle superiori? E non hanno nient’altro da fare che comunicare a versi tutto il giorno, tutti i giorni? Sotto la mia finestra????
Fatto sta che ho cominciato a lamentarmi ad alta voce, rendendo partecipi gli altri abitanti di casa-zerosettantacinque.
“Ma questi non hanno niente da fare tutto il giorno? Degli interessi oltre a fare casino al parchetto?”
“Ma possibile che in questa città ci siano solo dei cerebrolesi?”
Al che Mater passa sempre al contrattacco: “Ma non è vero, dai…sei la solita esagerata…”
“Ok, Mater, allora dimmi un nome di un/a ragazzo/a con cui intratterresti volentieri un discorso in questa città.”
“…”
“Ecco, appunto. Possibile non avere aspirazioni a 18 anni? Quando ne avranno 30 di anni, che genere di persone saranno?”
Ieri, a qualche giorno da queste lamentele, ho sentito i miei vicini ultrasessantenni commentare il casino causato dai tamarri.
Lui: “Sono questi i giovani d’oggi, non hanno interessi!”
Lei: “Beh sì…effettivamente…è un po’ una vergogna…Questi giovani d’oggi!”
Lui: “Sono gli uomini di domani! Dove andremo a finire?”
Noto una certa somiglianza fra i due discorsi.
075 deve svecchiarsi.
Quando lo stavano sistemando, 075 aveva già capito che quel parchetto non sarebbe servito ai bambini, ma che vi si sarebbero appostati i fastidiosi tamarri casinisti della cittadina brianzola in cui vive.
Ahimè, avevo ragione.
Il problema è che il casino lo fanno soprattutto da tardo pomeriggio a notte fonda, in alcuni casi fino al mattino presto, impedendomi di dormire.
Che poi non è che parlino. No. I loro discorsi sono più o meno questi:
“OHHHHHHHHHHHHHHHHHH CIOOOOÈÈÈÈÈÈÈÈÈÈÈÈÈÈÈÈÈÈÈ”
“OOOOOOHHHH AHAHAHAHAHAH *risa sguaiate*”
“OHHH ZIOOOOOOOO”
E simili.
Cose che davvero mi fanno pensare.
Chi sono questi ragazzi? Il fatto che rimangano al parchetto fino alle 4 di notte (anche in settimana) significa che non lavorano ancora, suppongo. Vanno alle superiori? E non hanno nient’altro da fare che comunicare a versi tutto il giorno, tutti i giorni? Sotto la mia finestra????
Fatto sta che ho cominciato a lamentarmi ad alta voce, rendendo partecipi gli altri abitanti di casa-zerosettantacinque.
“Ma questi non hanno niente da fare tutto il giorno? Degli interessi oltre a fare casino al parchetto?”
“Ma possibile che in questa città ci siano solo dei cerebrolesi?”
Al che Mater passa sempre al contrattacco: “Ma non è vero, dai…sei la solita esagerata…”
“Ok, Mater, allora dimmi un nome di un/a ragazzo/a con cui intratterresti volentieri un discorso in questa città.”
“…”
“Ecco, appunto. Possibile non avere aspirazioni a 18 anni? Quando ne avranno 30 di anni, che genere di persone saranno?”
Ieri, a qualche giorno da queste lamentele, ho sentito i miei vicini ultrasessantenni commentare il casino causato dai tamarri.
Lui: “Sono questi i giovani d’oggi, non hanno interessi!”
Lei: “Beh sì…effettivamente…è un po’ una vergogna…Questi giovani d’oggi!”
Lui: “Sono gli uomini di domani! Dove andremo a finire?”
Noto una certa somiglianza fra i due discorsi.
075 deve svecchiarsi.
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mercoledì 7 luglio 2010
Sta dilagando...
Sarà il caldo.
Sarà che c’è carenza di affetto.
Sarà la Fletcherite.
Fatto sta che oggi ha colpito ancora.
075 è al pc a guardare le slide per il suo prossimo esame quando Mater si siede di fianco a lei fissando lo schermo in silenzio.
Dopo cinque minuti fa il suo primo commento: “Che belli quegli angeli”.
075 annuisce e continua a fissare l’immagine e a leggere la didascalia. Vorrebbe passare alla successiva ma Mater sembra letteralmente rapita.
075 lancia un’occhiata a Mater.
Niente, lei è lì con la bocca aperta a guardare gli angeli.
Dopo un attimo fa la sua domanda: “Ma cos’è quella cosa dietro Cristo?”
075: “È una mandorla. È l’iconografia del Cristo vincitore sulla morte…”
Mater: “…e perché la mandorla?”
075: “Beh perché il mandorlo è il primo albero a fiorire il primavera, quindi viene interpretato come simbolo di rinascita.”
Mater: “Una mandorla? Mah, a me sembra un’altra cosa…”
075: “Cosa?”
Mater: “Beh, sai…magari è un simbolo di vita…di nascita…un simbolo femminile…”
075: “Mater, di cosa stai parlando?”
Mater: “Eh, che magari non è propriamente una mandorla ma una…”
075: “…una?”
Mater: “Massì, dai, hai capito.”
In 075 si accende un terribile dubbio. La guarda perplessa, non fa in tempo a formulare quel pensiero che Mater si stufa e lo dice chiaro e tondo:
“Ma sì, dai, è una vagina.”
…
Grazie Mater. Il Cristo in mandorla non sarà mai più lo stesso.
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