venerdì 5 febbraio 2010

Problemi di cinismo

Ieri io e la mia adorata Quolly (per ulteriori informazioni sulla fanciulla in questione andate a vedere il blog "il ruggito del pulcino") abbiamo deciso di ripassare insieme per l’esame imminente.
Solo che io e Quolly abitiamo a 1 ora e mezza di distanza…e siamo pigre. Dunque, da brave nerd, abbiamo deciso di studiare in videoconferenza.
Il problema è che questa videoconferenza mi ha portata a riflettere.
Stavamo parlando di una vecchia campagna pubblicitaria delle ferrovie (di New Haven) ideata per scusarsi dei disagi causati dal conflitto mondiale. La suddetta pubblicità raffigura un ragazzo in una cuccetta che sta andando in guerra; il testo spiega che potrebbe non tornare più a casa, instillando un terribile senso di colpa nel lettore. Sostanzialmente il messaggio è questo: “Cosa rompi le palle che non hai la cuccetta per dormire o i treni sono in ritardo quando c’è questo povero ragazzo che morirà prima di aver compiuto 20 anni?”.
Ok.
Va bene.
Ma non è che perché ci sono problemi più gravi al mondo allora siete autorizzati ad offrirmi un servizio scadente.
È come se le Ferrovie Nord dopo tutto quello che mi fanno passare ALMENO un paio di volte a settimana avessero il coraggio di dirmi: “Come fai a lamentarti delle nostre ORE di ritardo quando ci sono bambini in Africa che non hanno di che mangiare?”.
Non è che sia una buona scusa. Vi pago, non mi state facendo un favore.
E poi? Facciamo che non ci lamentiamo delle condizioni dei bagni pubblici perché c'è gente che il bagno neanche ce l'ha?


Ecco, questa mia reazione mi ha fatta riflettere.

Questa e quella volta in cui mi lamentai della gente che decide di suicidarsi gettandosi sotto il treno.
Che cavolo, mi spiace tanto per la tua depressione gioia cara, ma noi pendolari non ti abbiamo fatto proprio nulla, perché rovinarci la giornata? Ti rendi conto che nella mia esistenza sarai “il tizio che mi ha fatto saltare l’esame facendomi arrivare troppo tardi in università?”
Non è un buon modo per essere ricordati. E lo dico per te, davvero.
Forse sono un po’ troppo cinica. Se sono così a 21 anni non oso immaginare come sarò fra a 40, quando sarò una zitella con tanti gatti e tanti libri (che spero vivamente siano molti più dei gatti, almeno per questioni igeniche).
Forse dovrei tentare di addolcirmi.
Beh, ora che sono libera da questa maledetta sessione d’esami ho tutto il tempo per pensarci.


E per fregarmene.


Oddio, qualcuno mi fermi!

4 commenti:

  1. La tua affermazione del suicidio sotto il treno è stata citata anche qui .
    Mi piace la mia adorata Quolly! *_*

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  2. Il tuo post mi è piaciuto molto. E concordo in pieno.
    E no, non sei cinica... Altrimenti la sarei anch'io!

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  3. Il cinismo è la reazione onesta di chi si rifiuta di essere ipocrita. Può piacere o non piacere, ma di sicuro è sincera. Sei cinica a pensarla così? Forse si, ma di sicuro sei cento volte più coerente dei milioni di pseudo don chisciotte che girano in questo paese.

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