sabato 19 marzo 2011

La teoria del supermercato

Dunque, oggi è stata una giornatina un po’ piena.
Sveglia, doccia, phon (maledetta la mia idea di farmi crescere i capelli), treno, Quollina, cibo con Quollina, giro con Quollina, treno, casa, macchina, supermercato, spesa e il resto non è rilevante visto che è proprio qui che volevo arrivare.
I supermercati sono il male.
Mater mi ha mandata a fare la spesa (mi è capitato ben poche volte di andarci da sola, normalmente Mater spedisce me e Coso in coppia, per non sentirsi dire frasi del tipo “ma perché sempre iooooo”) con la cara vecchia lista della spesa cartacea.
Secondo me, la maledetta lista della spesa, non è poi così utile visto che quando la si fa normalmente si dimenticano la metà delle cose. Normalmente quando la genitrice mi dice: “sto andando a fare la spesa, ti serve qualcosa?” io ho un vuoto. Magari ho passato la settimana a dirmi che mi servono mille cose, eppure in quel momento provo lo stesso identico vuoto che mi si scatena tutte le volte che mi chiedono quali sono i tuoi film preferiti, che gruppi ti piace ascoltare e ovviamente sei d’accordo con la teoria di Max Weber sulla connessione fra l’etica protestante e lo spirito del capitalismo?
Ok, forse l’ultima non mi viene chiesta poi così spesso.
Fatto sta che anche con la lista della spesa c’è un problema, che è quello dell’imbarazzo della scelta. Sulla lista mia madre aveva scritto “pancetta a cubetti”, e sui ripiani ci saranno state una quindicina di confezioni di diverse pancette a cubetti, con scritte invitanti del tipo “l’ideale per l’amatriciana!” “l’ideale per la carbonara!”. Questo mi fa pensare che io prima di comprare la maledetta pancetta a cubetti debba anche decidere cosa voglio cucinarci. Non potete chiedermi cosa mangerò per i prossimi 4 giorni, non so neanche cosa mangerò domani a colazione!
Superata la difficoltà della lista e dell’imbarazzo della scelta troviamo la difficoltà più grande di tutte: la scelta della cassa.
Parliamoci chiaro, non è possibile che io scelga sempre quella sbagliata. Non è STATISTICAMENTE possibile. Oggi, per esempio, prima è finita la carta per lo scontrino, la signora davanti a me era lentissima a togliere le cose dal carrello, mentre aspettavo dietro di me c’era una famiglia indiana con una bambina tanto bella quanto rumorosa (tanto, nel caso ve lo steste chiedendo) e , proprio quando tutto sembrava finito, la signora lentissima non si ricorda il codice del bancomat.
La cosa che mi perplime (che bella parola) è che anche tutte le altre persone si lamentano della stessa cosa. Eppure, quando io sono ferma nella mia fila ad imprecare, vedo benissimo che le altre vanno spedite. Quindi la mia domanda è: ma se tutti si lamentano del problema con le file alla cassa, chi sono le persone nelle file fortunate? Comparse? Potrebbe essere una risposta.
L’altra risposta invece potrebbe essere più complessa. Secondo me, quando ci si trova in fila al supermercato, si creano una serie di universi paralleli per cui tutti vedono le altre file andare veloci tranne la propria, ma in realtà stanno andando tutte lente. Cosa anche piuttosto probabile visto l’entusiasmo della maggior parte delle cassiere (non tutte, ne ho trovate di gentilissime e simpaticissime che non sembravano parte dell’arredamento come spesso succede) e la lentezza e pesantezza di alcuni clienti (che tra l’altro probabilmente spiega l’entusiasmo delle cassiere).
 
E niente, ecco, volevo solo rendervi partecipi di una delle mie mirabolanti teorie.
 

 

2 commenti:

  1. quando devo fare la fila al supermercato sbircio da lontano sempre prima quale mi conviene, o mi metto a correre come una matta non appena vedo quale cassa è più libera....mi sembra che quando sto ferma lì passa un tempo interminabile. Tutte vanno lente...anche se, oddio, molto dipende dalle circostanze sfigate, tipo pagamenti bancomat ecc ecc...io mi sono arresa.

    RispondiElimina
  2. quando devo fare la fila al supermercato sbircio da lontano sempre prima quale mi conviene, o mi metto a correre come una matta non appena vedo quale cassa è più libera....mi sembra che quando sto ferma lì passa un tempo interminabile. Tutte vanno lente...anche se, oddio, molto dipende dalle circostanze sfigate, tipo pagamenti bancomat ecc ecc...io mi sono arresa.

    RispondiElimina