Prologo.
Ieri Mater, che come avrete ormai intuito è la mater più paziente di sempre, mi ha scorazzata in giro per la Brianza in cerca del cellulare fantasma (ma questa è un’altra storia), motivo per cui mi sento debitrice nei suoi confronti.
I fatti.
Ieri non avevo niente da fare.
Mater mi ha lanciato la proposta: “Senti, ci sarebbe questa festa a Lazzate molto carina, con un sacco di bancarelle…ti va di accompagnarmi?”
075: “Mah, si potrebbe anche fare.”
Non l’avessi mai detto.
Era contentissima, ha organizzato tutto, HA CHIAMATO GLI AMICI.
Così, quando ho accennato al fatto che me ne sarei rimasta a casa a far nulla, Mater ha sfoderato i suoi occhioni tristi e ha cominciato a dire cose del tipo: “Ma come…ho chiamato e ho detto che saresti venuta anche tu…erano tutti contenti…ho detto che saresti venuta con la macchina fotografica…che ci avresti fatto le foto…la festa è davvero carina…ma cosa ci fai a casa da sola il sabato sera a deprimerti?”
Ovviamente mi sono sentita mortalmente in colpa e mi sono costretta ad andare, nella speranza ci fosse almeno qualche bancarella di polverosità (vedi antiquariato) in cui rifugiarmi.
Niente di niente.
La meravigliosa festa di Lazzate, cittadina che, ricordiamo, ti dà un benvenuto tipicamente brianzolo, con quel cartello che recita: “LAZZATE – COMUNE DELLA PADANIA”, e con quelle vie della serie: “VIA LEGA LOMBARDA”.
Quattro bancarelle, un castello gonfiabile, tre pittori e qualcosa come 500 persone. Cosa che mi fa pensare che i lazzatesi probabilmente non conducono una vita particolarmente elettrizzante.
Come se non bastasse, a deprimermi ancora di più, mentre ero in macchina mi manda un messaggio la mia amica C., la quale mi dice che sta uscendo per fare cose mirabolanti e veramente gggiovani, e se voglio unirmi. Ma gli occhioni tristi di Mater mi si erano stampati in testa, quindi ho dovuto rifiutare la proposta molto più allettante.
Riuscite a percepire la tristezza suprema o devo sottolineare il fatto che ho 22 anni, era sabato sera, ed ero ad un buco di festa di una cittadina leghista della Brianza con mia madre?
Dopo qualche ora di strazio Mater decide di salvarmi e portarmi a casa. Salita in macchina ricevo una chiamata di C. che, ridendo come un’idiota, mi racconta che lei e le fanciulle con cui era uscita sono finite per sbaglio ad una festa di matrimonio dove la sposa ballava i Green Day e il testimone se ne andava in giro ubriaco con una cravatta legata in testa. Giusto per peggiorare la situazione.
Per quanto Mater sia ggiovane dentro (spesso più di me) forse devo trovarmi qualcuno con cui uscire.
(Non che C. non vada bene, ma mi ha avvertita che ero già in macchina).
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