È assurdo vedere come quella che probabilmente è stata l’estate più sfortunata della mia vita sia anche stata quella che ho apprezzato di più negli ultimi anni.
Partendo dalla fine della sessione d’esame estiva fino ad ora è stata una sfiga dietro l’altra.
Poco prima dell’esame decido di chiamare mio zio per salutarlo, mi risponde con una voce strana, come se facesse fatica a parlare: pochi giorni dopo è in ospedale.
Del viaggio a Borgotaro vi ho già narrato nel post dell’alcool, così come del piacevolissimo ritorno a casa caratterizzato da una bella influenza intestinale che mi ha fatto rimandare tutti i piani (fra cui la festa hawaiana di Sestri Levante che aspettavo da un anno) e passare in bagno i miei unici giorni di vacanza senza studio.
Poi la settimana degli ex.
Intanto riprendo a studiare, ma mi concedo il mio giorno a Piacenza, quello in cui Il Bolide™
mi ha abbandonata in autostrada...ma questa storia la sapete già.
Comincio ad andare a correre al parco il tardo pomeriggio, nonostante il caldo. La cosa mi fa stare davvero bene, ma tornando dal parco con C. lei mi dice che andrà al lago per qualche giorno. Non ho fatto vacanza e spero che mi inviti, ma non lo fa.
Qualche giorno dopo una mia amica d’infanzia da poco ritrovata mi scrive:
“075, andiamo al mare?”
“Quando?”
“Ora.”
Decido di fare la follia: raccatto le poche cose pulite che trovo in casa e parto con un’amica che ho appena ritrovato, due ragazzi appena conosciuti e un cane che soffre di attacchi di panico.
Arriviamo la sera tardi, il posto è bello, il giorno dopo andiamo al mare: sono cinque anni che non ci vado.
Bandiera rossa.
Onde altissime: niente bagno, ma in compenso mi scotto. Decidiamo di prolungare la minivacanza e partire due giorni dopo per vedere se riusciamo ad essere più fortunati: le onde sono accettabili, mi bagno le gambe decidendo di aspettare un po’ prima di fare un bagno serio.
Due ore dopo ho la congiuntivite. È domenica e dobbiamo girare un po’ per trovare una farmacia aperta.
Mentre sono sul divano a farmi mettere il collirio dai miei nuovi amici mi arriva una chiamata da Cosoh.
“Ciao, sei a casa?”
“No, sono a Sestri Levante, perché?”
“Perché io sono in pronto soccorso, mi è caduta una statua addosso e mi ha rotto un piede.”
“Ah. Io ho la congiuntivite.”
“Perfetto. Ci sentiamo.”
Torno a casa dove scopro che il Bolide ci ha abbandonati, così come mio zio.
Insomma, un’estate davvero disastrosa, eppure la prima estate dopo anni in cui sono stata così bene con me stessa da riuscire a prendere dal lato giusto tutto quanto, persino un lutto, per quanto possibile.
Non saprei come prendere il fatto che domani c’è la tumulazione di mio zio così come la rottamazione de Il Bolide™.
Probabilmente è la fine di un’era.
Speriamo ne nasca qualcosa di buono.
me lo auguro anche io per te....
RispondiEliminaGrazie cara :)
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