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domenica 20 gennaio 2013

La morte del delitto perfetto


Parliamo della miriade di bugie venute a galla grazie a/per colpa di facebook. Partiamo dal presupposto che tutti mentono, a prescindere dal sesso o dall'età. Ciò che cambia da sesso a sesso è, generalmente, il modo. Quelli che però rimangono più intrappolati dentro quella tela maledetta di bugie e testimonianze di bugie che è facebook sono gli uomini, e questo a causa di due tendenze tipicamente femminili: la tendenza allo stalking e la predisposizione alla vanità.

Quello che frega le donne:
le donne normalmente hanno un'ottima memoria che possono facilmente sfruttare per mentire e organizzare complesse macchinazioni in cui pochi uomini osano addentrarsi.
La cronaca di un tradimento femminile è complessa ma, vista la tendenza all'egocentrismo, totalmente ricostruibile attraverso i link e le foto pubblicati su facebook.
Normalmente, dopo una lunga storia, qualcosa comincia a non andare e puntualmente -per la grande sfortuna del povero uomo- arriva qualcuno a distogliere l'attenzione della fanciulla dai problemi di coppia. Normalmente la fanciulla e il nuovo arrivato finiscono a limonare -se va bene- ben prima che la storia fra lei e il fidanzato ufficiale finisca.
Il linea di massima la fanciulla si difende con le amiche dicendo che l'ha baciata lui, che non c'era l'intenzione e che quindi non l'ha mica tradito veramente il fidanzato. Normalmente però, se potessimo addentrarci nella miriade di sms e mp scopriremmo una gran tendenza a occhiolini e frasette ambigue accolte con grande entusiasmo e generalmente ricambiate dalla ragazza. Una serie di scambi che, tradotti in direttese, suonerebbe più o meno così: io non ti limono perché sono fidanzata, ma sappi che te ne darò ogni occasione, ti provocherò come se non ci fosse un domani e ti darò la quasi certezza grazie al mio flirtare senza pudore che se mi vorrai limonare io ti limonerò ancora più duro.
Una donna brava a mentire però queste cose non le ammette mai, neanche con le amiche. Anzi, vi dirò di più: non le ammette neanche a se stessa. Normalmente la sua versione dei fatti è che camminava per strada e cercava di prendere fiocchi di neve con la lingua quando all'improvviso si è trovata la lingua di lui in bocca, e visto che lei è ingenua ha continuato a cercare i maledetti fiocchi di neve per un quarto d'ora prima di rendersi conto che stava cercando nel posto sbagliato.
Se l'amante gioca bene le sue carte riuscirà a convincere la ragazza a lasciare il fidanzato, fidanzato che, se abbastanza sveglio, avrà già capito per chi viene lasciato e comincerà a tartassarla per avere un'ammissione di colpa. Lei non cederà (non potrebbe mai) ed è proprio qui che entra in gioco la predisposizione alla vanità che frega le donne: la ragazza non ce la fa proprio a non condividere le foto col suo nuovo ragazzo, facendo crollare così un castello di complesse macchinazioni che ci aveva messo mesi a costruire, nel momento in cui, dopo mesi passati a negare, l'ex fidanzato si troverà fra le notizie di facebook una bella foto che è la prova innegabile di quello che lui aveva sospettato già da un bel po'.

Quello che frega gli uomini:
le bugie degli uomini normalmente sono molto più semplici e forse (forse) funzionerebbero anche meglio se non entrassero in gioco le due tendenze femminili di cui sopra. L'uomo mente, per un motivo qualsiasi: che sia perché ha un'altra, che sia per uscire con un'amica di cui la fidanzata è particolarmente gelosa, o perché ad una festa, da ubriaco, non è riuscito a resistere davanti ad un paio di tette ben fatte.
Qualsiasi cosa sia successa è probabile che il giorno dopo lui se ne stia già lentamente dimenticando. Ormai è andata: nel giro di un mese forse non avrà neanche più i sensi di colpa. E tutto verrebbe dimenticato, se solo non entrassero in gioco le donne.
La fidanzata, che ha un sesto senso, comincia a percepire che qualcosa non va, che lui non gliela racconta giusta. La sua predisposizione allo stalking viene fuori con la forza di mille donne in preda al delirio da saldi e comincerà ad analizzare qualsiasi cosa venga pubblicata sulla bacheca di facebook della sua dolce metà. Non contenta, troverà una scusa per controllare anche le cose che non sono pubbliche.
Quante volte ho sentito le scuse:
Non ho fatto apposta, eravamo uno di fianco all'altro e mi è caduto l'occhio sul suo cellulare!
Volevo solo fargli uno scherzo, sono entrata col suo account e ho scoperto questi messaggi privati!
Giuro che non lo stavo seguendo, sono finita nel bar in cui lui fa normalmente colazione con una parrucca, degli occhiali da sole e un giornale con due buchi al posto degli occhi PER PURO CASO!

Ed ecco che per pura coincidenza salta fuori qualcosa.
Anche nel caso in cui DAVVERO ci si stava facendo gli affari propri salta fuori qualcosa, il 90% delle volte per colpa di facebook. Certo, noi ci facciamo i cazzi nostri sul profilo dell'amica del nostro fidanzato di cui siamo tanto gelose, o della sua ex, o della ragazza di un suo amico che fa un po' troppo la gatta morta, ma questo è assolutamente irrilevante. Anche quando ci facciamo gli affari nostri sul profilo di qualcun altro (ma in genere qualcun altra) ecco che salta in ballo la seconda tendenza tipicamente femminile che smaschererà la bugia maschile: l'egocentrismo.
Ed eccola lì, la prova schiacciante, pubblicata da una donna che vuole rendere partecipe il mondo della serata e del fatto che ha un sacco di amici. Il fidanzato, in tutto il suo splendore, è nella foto, e visto che è fortunato tiene in mano un giornale con la data della serata in cui aveva detto di essere rimasto a casa.
E al poveretto non rimane che alzare gli occhi al cielo e chiedersi chi diavolo gliel'ha fatto fare di iscriversi a facebook.

Ma la faccenda non finisce qui.
Lei deciderà di scrivergli, incazzata. Ma mica si possono spendere soldi per un bugiardo, quindi utilizzerà whatsapp, grazie al quale saprà se lui ha ricevuto il messaggio, se l'ha letto, se stava per rispondere ma poi ha deciso di fare finta di niente e, grazie all'accelerometro, se ha tirato fuori il cellulare dalla tasca con la mano sinistra o la mano destra, e da qui partiranno nuovi motivi di litigio. E così via.

Più di una volta ho pensato di eliminare il mio account di facebook per evitare di rientrare in questi meccanismi malati, ma poi mi sono resa conto che un modo per spiare la gente lo si trova sempre -che sia con l'account di un amico o, peggio, del proprio ragazzo- e allora ho capito che la cosa migliore non era precludersi la possibilità. La cosa migliore era alzare le spalle.
Quindi ora sono qui, a bordo campo, a godermi lo spettacolo di chi si lascia, si mette insieme e litiga su facebook.
Altro che telenovela!

giovedì 6 dicembre 2012

I maledetti filtri


Mater sorride sarcasticamente ogni volta che l'argomento salta fuori, ma fra i miei diversi amici io sono quella diplomatica Non che ci sia nata, anzi: ci ho messo anni a passare da quella che ti manda a fanculo troppo facilmente a quella che invece non riesce a farlo neanche se si impegna.
Piuttosto ti ignoro, ma il vaffanculo mai. Questo aspetto è sempre stato visto come una cosa positiva del mio carattere, ma io comincio a non esserne più tanto convinta: se al momento mi viene naturale cercare un compromesso con l'altra persona, non sentirmi offesa dagli insulti e via dicendo, dopo comincio a pensarci e a ribollire dentro. In poche parole: credo che tutti i vaffanculo che mi si bloccano nel filtro fra cervello e bocca possano un giorno portarmi ad accumulare un gigantesco ammasso di rabbia che mi ordinerà di dare fuoco ad una casa, probabilmente la mia.
Invece essendo io da bambina un po' impulsiva (leggi pure: un'autentica testa di cazzo), nel corso degli anni ho dovuto pian piano aggiungere sempre più filtri per evitare di fregarmi completamente come mio solito. Perché finché tiri un pugno al tuo compagno di banco perché non ti lascia fare gli esercizi di matematica è un conto, quando cominci a mandare a quel paese i professori la cosa comincia a diventare un problema. E allora filtri su filtri, che da adulto uno mica se lo può più permettere di dire tutto quello che gli passa per la testa.
Il problema è che i filtri ora sono troppi e quando ci vorrebbe una risposta a tono è raro che io riesca a togliere tutti i filtri al momento giusto, e per quanto l'altra persona sia scontrosa e maleducata tutto quello che esce dalla mia bocca è sempre: “ti capisco. Troviamo un compromesso”, mentre nel mio cervello i pensieri diventano sempre più acidi e cattivi.
Tipo l'altra sera. Vittima della mia stupida bontà, vedendo una ragazza da sola in un angolino a giochicchiare col cellulare, ho deciso di andare a parlarle. Poverina, ho pensato, sarà troppo timida per fare amicizia. (In grassetto il dialogo realmente avvenuto).
075: “Ciao!”

Tizia: “Ciao” continuando a giochicchiare col cellulare
Cervello di 075: “Ok tesoro. Le basi della civiltà: se una persona che conosci solo di vista ti viene a parlare, il cellulare lo metti un attimo da parte o, AL MASSIMO, chiedi alla persona di aspettare un attimo che tu sia libera.”
Filtro di 075: …

Tizia, continuando a messaggiare: “Sai, a volte mi chiedo chi me l'abbia fatto fare di venire qui una volta alla settimana, esco stanca da lavoro e poi non ho mai voglia di uscire di nuovo una volta tornata a casa.”
075: “Io esco abbastanza presto da lavoro, quindi faccio in tempo a rilassarmi un po' prima di venire qui.”
Tizia: “Che lavoro fai?”
075: “Lavoro in biblioteca”.
Tizia: “ODDIO! Il sogno della mia vita, quanto ti invidio!! Io amo TUTTI i libri, davvero tutti!”
Cervello di 075: “La mancanza di giudizio critico in genere non è segno di una grande passione, ma tant'è...”
Filtro: “Dai, allora dimmi qual è l'ultimo libro che hai letto?”
Superfiltro: “Lavoro in una biblioteca in cui si conservano libri antichi però, non una normale.”

Tizia: “Ah oddio, allora no. Che schifo. Tienitelo.”
075: “Volentieri. Ma magari rivediamo la tua posizione di amore incondizionato verso tutti i libri, che ne dici? Contando che con libro antico parliamo, se proprio vogliamo stare stretti, di tutti i libri dal IV secolo circa al 1830, diciamo pure che eliminando i libri antichi ti piace davvero una minuscola parte del patrimonio librario esistente. Mettiamo poi -cosa altamente probabile- che tu non sappia che da dopo quella data possiamo parlare di libri moderni, e quindi che per te anche i libri di inizi '900 siano antichi perché -sicuro come l'oro- per te antico è sinonimo di vecchio. Quindi la cosa si riduce ancora. Diciamo che odiando i libri antichi probabilmente dobbiamo togliere anche un sacco di libri di storia e simili. Ecco. Alla luce di tutto questo, come possiamo affermare che ami TUTTI i libri?”
Filtro: “Non lavori in un posto in cui sei a contatto con le persone eh?”
Superfiltro: “Beh, gusti. Comunque mi sembri giovane, puoi ancora lavorare in una biblioteca che possa piacerti se è il tuo sogno, no?”

Tizia: “Ma io ce l'ho già un lavoro!”
075: “E cosa fai?”
Tizia: “Lavoro dal benzinaio!”
075: “Ah. E nessuno ti ha ancora dato fuoco?”
Filtro: “Ma quanti anni hai?”
Tizia: “20!”
075: “Ah, e sei già senza sogni? Bello!”
Filtro: “Capisco perché sei sempre stanca allora.”
Tizia: “Eh, infatti. Tu quanti anni hai invece?”
075: “24”
Tizia: “Cosaaaaaaaaaa??? Ma sai che sembri molto più vecchia???????”
075: “Pure tu. Ma dev'essere perché sei grassa.”
Filtro: “Eh lo so, me lo dicono tutti. Anche se normalmente sono più educati di te e dicono più grande”
Superfiltro: “Lo so.”

Tizia: “No cioè, scusa se insisto, ma è assurdo! Sembri TROPPO più vecchia.”

ENNOEH.
QUESTO NO.

martedì 20 novembre 2012

La gente che guarda male


Ci sono un po' di persone -tipo me- che si lamentano che la gente ha sempre l'aria incazzata. La gente che vedo io sono tipo i pendolari, quindi hanno anche le loro buone ragioni di esserlo, ma non so se succede anche a voi, ma a me capita che la gente guardi male A CASO. Senza motivo. E io puntualmente mi prendo male, del tipo: “ma cos'ho, il trucco sbavato? La zip abbassata? L'insalata fra i denti? Le mutande in testa?”, e se dopo un attento esame nelle vetrine, finestrini delle macchine e occhiali da sole di sconosciuti mi rendo conto di non avere nulla che non va allora mi scoccio e mi chiedo: ma un sorriso 'sti stronzi no?
In genere faccio finta di niente, ma ogni tanto capita di avere le palle girate anche a me* e che mi dia particolarmente fastidio, come la vecchia del palazzo di Vinile. Un giorno esco dal portone e aspetto che Vinile tiri fuori lo scooter, mentre guardo la strada. Una vecchina mi si avvicina, mi squadra: mi giudica per il mio vestito troppo corto, i miei tacchi troppo alti, il mio trucco troppo evidente. Provo a sorriderle. Niente. Lo SENTO che mi sta giudicando, con quel suo sguardo arcigno. E poi sicuramente si sta chiedendo cosa ci faccio davanti al suo portone, che mica sono una sua vicina di casa E LEI LO SA, perché spia sempre tutti dalla sua finestra di casa.
Va bene BELLA, tu mi guardi male eh? IO TI GUARDO PEGGIO.
Continua a squadrarmi mentre con passo lento mi supera e si dirige verso Vinile e gli sorride. Ovvio, a lui sorridono tutti.
Vecchia: “Salve”
Vinile: “Buongiorno signora!”
Vecchia: “è la sua fidanzata quella?”
Vinile: “Sì.”
Vecchina: “Beh, bel colpo: gran bella ragazza. Se la tenga stretta”.

Ok, ok. Forse sono un po' paranoica.


martedì 9 ottobre 2012

La teoria del furore antico


Perché civile, esser civile, vuol dire proprio questo: dentro, neri come corvi; fuori, bianchi come colombi; in corpo fiele; in bocca miele.
Luigi Pirandello

Non c'è dubbio caro Luigi ma io, almeno nelle amicizie, mi dichiaro contro il quieto vivere.
Mi spiego.
Dicendo che sono contro il quieto vivere intendo dire che sono dell'opinione che non si debbano accettare dei comportamenti poco carini al fine di evitare scontri; ovvero: se qualcuno fa qualcosa di scorretto ne DEVE pagare le conseguenze.
È da quando sono bambina che mi si dice: “sii superiore, fa' come se nulla fosse”, ma oggi come allora sono convinta che sia un comportamento che può andare solo quando sei piccolino e ti prendono in giro per l'apparecchio.
“Ah-a, hai l'apparecchio!”
“Sì e allora?”
“Ah...no, niente.”
Bulletto sistemato.
Ma se un altro bambino ti dà fastidio e tu lo lasci fare magari non ti farà più quello stesso dispetto (principalmente per noia, a meno che non sia un grande classico) ma tu sarai la persona a cui si può fare, perché tanto non reagisci. E in caso di frustrazioni varie la scelta del capro espiatorio è già fatta.
Ad esempio: quando ero piccola (ok, LO AMMETTO, anche adesso) ero grande fan di Indiana Jones. Essendo grande fan di Indiana Jones non potevo non amare Harrison Ford nella sua versione di splendido quarantenne. Ai tempi sapevo (ok, LO AMMETTO, so tuttora) le battute dei film a memoria, e a casa mia era cosa risaputa. Mio padre allora, trovando su un giornale una sua foto, me l'aveva ritagliata e io l'avevo appesa orgogliosamente in camera. Una mia amichetta (la vacca) facendo la scema sul mio letto pur di non fare i compiti aveva pasticciato con una penna la mia adoratissima foto. Ovviamente c'ero rimasta malissimo: io non l'avrei mai fatto al suo poster di Del Piero! Quando lamentandomi con Mater avevo manifestato il desiderio di pasticciare a mia volta il suo bonazzo personale, la genitrice mi aveva detto: “non fare la bambina, sii superiore”. Ma per cosa? Per tenermi fra le amicizie una pasticciatrice folle, proprio alle soglie di un'adolescenza che di lì a poco avrebbe riempito la mia camera di sacrissimi poster? A che scopo? Una rappresaglia sarebbe stata molto meglio; allora lo sapevo già ma decisi di ascoltare Mater, in quanto più anziana e quindi -si suppone- più saggia, ma ora confermo la mia iniziale teoria: non dico di avere reazioni esagerate del tipo ti avevo detto che volevo l'acqua frizzante, non me l'hai presa e ora ti rigo la macchina nuova. Più una cosa del tipo Mi pasticci il poster? Ti pasticcio il poster. La stessa identica cosa. Cosa fai, ti lamenti per una cosa che tu per prima mi hai fatto? Sì, è infantile, ma ora hai capito che non è simpatico quando pasticciano il naso del tuo primo uomodellamiavita, giusto? Bene, siamo tutti d'accordo.
Ecco, io penso che questo meccanismo possa essere sfruttato anche da grandi, non dico restituendo quello che vi è stato fatto (a meno che non si abbia a che fare con qualcuno di VERAMENTE tonto), ma iniziando almeno ad escludere la persona in questione.
Lo so che uno magari non ce ne ha per le palle, che per “quieto vivere” di tutti quanti in genere si opta per il far finta di nulla, ma bisognerebbe mettersi in testa il fatto che far sì che lo stronzo paghi le dirette conseguenze delle sue azioni è un “quieto vivere” a lungo termine. È un sta pure certo che non lo farà mai più, o almeno non lo farà più da queste parti.
Perché tutto sommato a tutti piace essere accettati, e secondo me anche il più stronzo degli stronzi potrebbe ripensarci se abbandonato a se stesso a causa dei suoi comportamenti.
Oh, poi magari rimane stronzo uguale, ma perlomeno non lo si premia per la sua mancanza di umanità.
Che sia chiaro: io non parlo della sbandata di una volta. Errare è umano e bla bla bla. Parlo del buon vecchio diabolico perseverare, della gente che si ostina a far soffrire le persone che ha attorno, ma che nonostante questo riesce ad avere una discreta cerchia di individui lì per evitare che rimanga solo con la sua coscienza. E non mi importa se non sono veri amici, che poi ci sono i soliti chiacchiericci e le sparlate alle spalle. Occhio non vede, cuore non duole: se questa persona non sa che tutti la odiano è libera di essere felice e serena, quando magari i suoi comportamenti hanno impedito per mesi ad altri di esserlo. E questo è maledettamente ingiusto.
Permettetemi dunque di concludere con un'altra citazione:


Per questo 
io se fossi Dio 
preferirei il secolo passato 
se fossi Dio 
rimpiangerei il furore antico 
dove si odiava e poi si amava 
e si ammazzava il nemico. 
G. Gaber

giovedì 4 ottobre 2012

Gelosia


Sono un tipo geloso.
Diciamo che non sono il tipo di ragazza che desidera che qualsiasi donna si avvicini al suo ragazzo prenda fuoco per combustione spontanea. Non mi dà fastidio che il mio ragazzo esca da solo con un'amica femmina. Non mi dà fastidio che abbracci le sue amiche.
Però ecco, se lui continua a tenere in braccio altre ragazze e mi caga ben poco durante la serata allora sì, comincio ad infastidirmi.
Non so voi, ma se un mio amico arriva con la sua nuova ragazza ad una serata magari la prima cosa che faccio non è sedermi in braccio a lui.
Non è un buon modo per rompere il ghiaccio.
Io in genere parlo con lei per toglierla dall'imbarazzo, ma lo so: non possono mica essere tutti così altruisti.
E così provo a calmarmi, parlo con amiche varie, e alla fine scopro che loro davanti ad una cosa del genere si sarebbero incazzate, mentre io sono stata zitta e ho soffocato la gelosia, che non voglio mica limitarlo. Allora forse non sono mica un tipo così geloso come qualcuno vorrebbe farmi credere. Forse ogni tanto al gelosia ci sta anche.

E se può passare la difesa di vecchie amiche particolarmente affettuose nei suoi confronti, forse non può passare la difesa di gente che ci prova spudoratamente. Davanti a me.
Ciao Vinile come va come non va , ti abbraccio, ti bacio, continuo ad abbracciarti mentre ti parlo, ti spantego le tette addosso con la scusa della musica alta e ti chiedo pure il numero per una motivo idiota ma oh, non ti preoccupare che sono fidanzata, anche se girano voci sul mio conto per cui ho mollato il mio ragazzo per un tot perché avevo voglia di farmi qualcun altro.

Ma no tesoro, che dici, sei gelosa di lei? Ma perché mai?
….
È solo molto espansiva.

Oh, la ragazza sarà pure espansiva, eppure non s'è presentata a nessuna delle donne presenti.
Sarà, ma io per le donne che sono espansive solo con gli uomini avrei un altro epiteto, ma forse è il caso che me lo tenga per me.

domenica 9 settembre 2012

Il ritorno.


Forse avrete notato che il blog in questi giorni era diventato privato e il motivo è che ci sono stati dei lavori in corso, degli aggiustamenti qua e là dovuti alla scoperta di followers indiscreti.
Con occhi indiscreti intendo gente che sa che non dovrebbe leggerlo, ma che lo fa comunque. Sì, è vero che il blog è pubblico, ma uno potrebbe anche evitare di sficcanasare di nascosto, almeno quando si parla di rapporti che, anche se finiti, sono stati importanti.
Perché se davvero si rispetta la persona con cui si è stati, se si vogliono avere informazioni sul suo conto gliele si chiede direttamente, non le si va a cercare in un blog per poi lamentarsene in giro.
Inizialmente, presa dalla rabbia, avevo intenzione di chiudere tutto. Poi mi sono detta che è la mia maledettissima libertà di esprimermi e non ho intenzione di rinunciarvi.
Con qualche sforzo diplomatico e segni di crescita da entrambe le parti si è arrivati ad un compromesso: io il blog me lo tengo e continuo a scriverci quello che mi pare, ma farò più attenzione ai riferimenti che faccio, perché a quanto pare la gente è pazza e non si sa mai chi è riuscito a trovarti e ti segue non per il piacere di farlo, ma per il venire a sapere cose di me e delle persone che mi circondano senza doverci mettere la faccia.
Nel caso non si fosse capito gli occhi indiscreti sono quelli di Mr. J, il quale a quanto pare sapeva tutto di me e Vinile perché seguiva il blog senza avere la decenza di dirmelo. Dopo l'iniziale incazzatura reciproca Mr. J e io siamo riusciti a capirci, mi ha chiesto scusa ammettendo che nel leggere ciò che scrivevo c'era quella curiosità morbosa tipica della fine di una storia importante, promettendomi inoltre che non l'avrebbe più fatto. Una volta dimostrata la maturità a cui siamo arrivati entrambi non ho più pensato a eliminare il blog. La cosa che però mi è diventata chiara -cosa che prima ingenuamente ignoravo- è che in effetti chiunque potrebbe trovare il mio blog, e per quanto non abbia troppo da nascondere capisco come persone a cui tengo possano risentirsi all'idea di essere finite nel mio blog senza saperlo, magari per esemplificare una delle mie innumerevoli teorie.
Quindi ringrazio Mr. J, un po' per aver dimostrato grande maturità ammettendo il suo errore e chiedendo scusa, un po' per avermi fatto capire che a volte scrivo troppo ingenuamente, non calcolando che se a me non dà fastidio non significa che non dia fastidio agli altri. Quindi tante scuse anche ad Anassimandro.
Questo è tutto quello che posso fare, se poi però incappo in code di paglia, psicosi e paranoie, non è più un mio problema: non posso stare a preoccuparmi di quello che pensa e fa il resto del mondo.

E poi a dirla tutta io non prenderei come fonte un blog dal chiaro taglio umoristico. Come si fa a dire cosa è vero e cosa è licenza poetica, soprattutto dopo che l'autrice si è resa conto di poter essere letta da occhi indiscreti?
Detto questo, mi raccomando:
resti fra noi..!

martedì 10 luglio 2012

Che qualcuno ci salvi!

Facebook come al solito è fonte di ispirazione per i post.
Il ragazzo di una mia compagna delle superiori ha condiviso la seguente informazione: “-365”, taggando la sua ragazza. I commenti degli amici recitano: “ragazzi, sono troppo contenta per voi!” “non vediamo l’ora!” “Congratulazioni!” et similia. Si accettano scommesse, ma secondo me si sposano.
Ora.
Questo è drammatico. E non per loro, di loro chi se ne frega. Ma per l’umanità! O se vogliamo essere meno catastrofici…per l’Italia!
Contestualizzo.
Come scritto sopra, lei è una mia compagna delle superiori. Era una di quelle ragazze timidine ma che una volta conosciute si dimostrano super esuberanti. Avevamo fatto subito amicizia: lei era il genere di ragazza che in prima superiore ancora arrossisce quando parla con qualcuno che non conosce. Timida, forse un po’ infantile –nel senso buono del termine- ma simpatica e davvero divertente.
Col passare del tempo eravamo diventate migliori amiche, lei aveva cominciato ad interessarsi alla musica che ascoltavo, ai libri che leggevo, ai film che mi piacevano, e la cosa mi sembrava carina. Finché non mi sono resa conto che lei non si interessava sul serio, lei imitava.
Era arrivata al punto di cambiare i suoi gusti in fatto di ragazzi per starmi dietro.
Epica la scena in cui conobbe il mio fidanzatino di allora e mi fece delle scenate allucinanti perché diceva di esserne follemente innamorata. L’aveva visto una volta e manco c’aveva parlato.
Va bene il colpo di fulmine…però…
Più l’amicizia andava avanti più diventava gelosa di me, mi faceva scenate di gelosia se osavo passare l’intervallo con qualcun altro o se scrivevo al mio ragazzo in sua presenza.
Il problema era diventato evidente, la risoluzione pure: bisognava trovarle un uomo.
In quel periodo conoscevo un sacco di gente nuova grazie al gruppo in cui suonavo, così le presentai “virtualmente” un po’ di gente e lei cominciò a sentire un chitarrista.
Decisero di conoscersi di persona e il giorno in cui io festeggiavo il mio anniversario con Mr. J loro stavano uscendo per la prima volta.
Si misero assieme, com’era ovvio.
Fin qui tutto a posto, se non fosse che OVVIAMENTE lei cominciò a comportarsi esattamente come lui voleva. Dalle piccolezze -lei era sempre stata bionda e affermava che MAI si sarebbe tinta di un altro colore e, guarda caso, si tinse di nero dopo aver scoperto che lui preferiva le more- alle cose più importanti –lasciare l’università perché lui diceva che non serviva a niente-.
Visto che il losco figuro era arrivato a controllarla come pochi, era ovvio che la nostra amicizia non poteva durare. Lei si era gradualmente allontanata e a quanto pare il motivo era che “075 è una persona troppo depressa, che si fa un sacco di seghe mentali, che si rovina la vita studiando e leggendo un sacco di libri”. Chissà come mai queste parole sembravano tanto dette dalla voce di lui.
Insomma, stiamo parlando di una coppia in cui, pur stando effettivamente bene insieme (perché non mi sembrano proprio una coppia infelice, anzi) credo che non dovrebbero correre il rischio di procreare.
Perché le cose sono due: o prendono da lei e crescono delle creature senza personalità che si fanno rigirare in qualsiasi modo da chiunque, o prendono da lui, e diventano degli ignoranti che pensano di non aver bisogno di imparare niente, che sputano sulla cultura altrui, che si rifiutano di averne una propria, che convincono la propria ragazza a lasciare gli studi e ad allontanarsi dalla sua più cara amica perché “lei studia troppo, studiare rende depressi e invece bisognerebbe essere felici”.

Riprendendo il discorso dall’inizio: questi due non dovrebbero fare figli, come il 70%  della gente che conosco che si sta per sposare o si è sposata. Al contrario quelli più intelligenti decidono di pensarci bene, scegliere con calma, eventualmente convivere per un po’ e magari di non fare figli.
Facciamo qualcosa perché se continua così…soltanto i più stupidi manderanno avanti la specie!

giovedì 28 giugno 2012

"Perché non mi hai mai detto che hai visto un dodo?" "Tu non me l'hai mai chiesto!"


Parliamo delle mezze verità e delle cose tenute nascoste.
Chi segue il mio blog e sa della mia fedeltà al metodo sincerità saprà anche quanto io sia contraria a questo tipo di disonestà perché, parliamoci chiaro, la differenza fra queste e le bugie vere e proprie sta solo nella faccia da culo di chi si difende con la frase: “non ho detto una bugia, ho solo omesso la verità!” oppure “tu non mi hai chiesto niente!”. Già. Ma io come faccio a chiederti qualcosa che non so?
Da cui il titolo del post.
Ma dodo a parte, la bugia “nascosta” più frequente è rappresentata dalla persona che ti fa capire di essere interessata, senza però avere la decenza di dirti che è fidanzata. Perché non te l’ho mai chiesto? Beh, forse perché ti conosco da mesi e non ti ho mai sentito dire una frase in cui il soggetto fosse, se non “la mia ragazza”, almeno “la ragazza con cui sto uscendo”. E allora sì, mi sembra ridicolo chiederti se sei fidanzato.
Anche perché, diciamocela tutta, chiedere una cosa del genere ad una persona con cui flirti equivale a scoprire le carte, e nessuno in genere vuole farlo. Equivale a dire: mi interessi, quindi voglio sapere se sei libero. E mi pare francamente impossibile che, in un periodo di tempo prolungato in cui mi scrivevi tutti i giorni, nel momento in cui ti chiedevo quali fossero i tuoi programmi la sera, non sia mai successo che tu sia uscito con la tua ragazza. Dire “esco con degli amici” quando invece sei con lei è una balla vera e propria. E io capisco che uno possa essere confuso, ma quando la questione salta fuori abbi almeno le palle di dire: “sì, ti ho mentito perché anche se sono fidanzato avrei voluto conoscerti meglio, e temevo che se ti avessi detto la verità avresti cambiato atteggiamento nei miei confronti”.
Perché questo mio post salta fuori ora? No, fortunatamente non è di Vinile che si parla. È successo ad una mia amica in questi giorni e la cosa mi ha fatto ricordare di quando era successo a me.

Bisognerebbe trovare un metodo, una frase ad effetto che li spiazzi.
Io ai miei tempi non sono stata pronta, ma ho pensato più volte a come avrei potuto e dovuto reagire.
Nel mio caso era andata così: il feeling era evidente e per un periodo ci siamo sentiti quasi tutti i giorni, parlando di qualsiasi cosa. Poi ad un certo punto lui era scomparso, rispondeva a malapena ai messaggi e rifiutava qualsiasi invito ad uscire, nascondendosi dietro ad impegni pseudo-immaginari. Una sera mi aggiungo all’ultimo momento ad un’uscita con degli amici in comune; lui non c’è, ma non sapendo della mia presenza si aggiunge a metà serata portandosi dietro (udite udite) la sua ragazza.
Quella di cui io non sapevo l’esistenza.
Io spiazzata, lui –mi è sembrato- pure. Non mi ha guardata negli occhi per 10 minuti. C’ero rimasta così male che non sono proprio riuscita a fare nulla di brillante, ho semplicemente fatto finta di niente cercando di limitare il sarcasmo. Avevo pensato che smerdarlo davanti a lei mi si sarebbe potuto ritorcere contro, tutto sommato potevo anche aver interpretato male il suo atteggiamento nei miei confronti. Solo ripensandoci a freddo mi sono resa conto del fatto che se non fosse stato interessato non avrebbe avuto motivo di nascondermi l'esistenza della sua ragazza.
Però insomma, qualche frecciatina percepibile solo da lui come tale ci sarebbe anche stata, cose tipo:
“Perché mi guardi in modo così strano? Stai bene?”
“Maddai! Che piacere conoscerti, non mi aveva detto di avere una ragazza!”
“Senti ma...quel caffè che volevi offrirmi?”
“Quand'è che riorganizziamo un'altra serata come quella dell'altra volta?”
Ad oggi non sono ancora riuscita a pensare a quale sarebbe stato l’atteggiamento ideale.

Forse avrei dovuto semplicemente dirgli: “Perché non ti ho mai chiesto se eri fidanzato? Pensavo sinceramente di essere l’unica in grado di trovarti attraente!”

lunedì 19 marzo 2012

L'amore facile

Una cosa che non sopporto -una delle tante, direi- è la gente dall'amore facile.
Parlo dei cosiddetti “innamorati dell'amore”: quelli che non possono stare senza e quindi sono sempre fidanzati, e anche quando non lo sono finiscono per innamorarsi a tempo record. Sono quelli che vogliono una storia a tutti i costi, non importa tanto con chi (nei limiti della decenza, chiaro).
Questi personaggi sono i più pericolosi di tutti, perché spesso sono insospettabili e quasi sempre sono dei fidanzati perfetti. Essì, perché essendo così innamorati dell'idea non possono far altro che tenersi stretta l'altra persona comportandosi in modo impeccabile, accettandone tutti i difetti e amandola incondizionatamente.
E ho già scritto in passato di quanto io odi quella accoppiata: amare incondizionatamente. Come i cani, che per quanto mi piacciano vorrei essere amata per quello che sono e non perché sono quella che procura il cibo.
Perché il problema principale è: e se poi arriva la persona di cui si innamorano sul serio?

I tipi che ho riscontrato finora sono i seguenti:

  1. La prima storia.
    Ovvero quei poveri ragazzi (o ragazze) che si sono fidanzati giovanissimi e stanno con il primo amore da anni. I poveretti si sentono super innamorati (si sa, il primo amore non si scorda mai) e quindi accettano QUALSIASI COSA. Ci sono due varianti: quella in cui la ragazza è fantastica e il ragazzo è assolutamente insignificante (n.b.: in questo caso lui tende ad essere parecchio possessivo e geloso perché LO SA che la sua donna è fuori dalla sua portata) e quella in cui il ragazzo è adorabile mentre la ragazza è una stracciacazzi senza scampo. E la domanda è: visto che non hanno mai avuto altro, lo sanno che non sono tutti così?
  2. Quelli che vedono l'essere single come una cosa spaventosa.
    Questi sono sempre fidanzati. Non importa con chi, non importa come, l'importante è non essere single. MAI. Ovvio che non tutti possono essere l'amore della tua vita, eppure il tipo 2 si comporta come se lo fossero. La domanda è: ne sono realmente convinti o fingono?
  3. Quelli che vedono l'essere soli come una cosa spaventosa.
    Queste -perché è al 90% una cosa da donne- non sopportano essere sole, quando per essere sole si intende in mancanza di un uomo. Essendo più coscienti del tipo 2 fanno in modo di avere sempre un uomo con sé, che non necessariamente trattano come se fosse il proprio ragazzo. In giovane età il tipo 3 si porta dietro un uomo e lo sfrutta per diversi scopi, se lo limona quando ne ha voglia ma non gliela dà MAI, adducendo scuse del tipo “non sono ancora pronta”. Il ragazzo, che in genere fa parte del tipo 4, accetta tutto passivamente, senza lamentarsi mai del fatto che non ha mai visto nuda quella che teoricamente dovrebbe essere la sua ragazza. In genere queste situazioni finiscono sempre allo stesso modo: lei trova un ragazzo che le piace sul serio e gliela dà dopo 2 giorni.
    In età più avanzata è probabile che il tipo 3 si evolva e cominci anche a darla in giro. Perché se quando si è piccole il modo per “mantenersi in salvo” è il non togliersi mai le mutande, una volta cresciute diventa il mettere le mani avanti con quella bellissima frase che è non voglio una storia seria. In genere finisce più o meno come per la versione più giovane: lei trova un altro e ci va a convivere dopo 6 mesi. Per i maschietti che hanno a che fare con questo insidiosissimo tipo posso avanzare un solo consiglio: FUGGITE, SCIOCCHI!
  4. Quelli che finalmente.
    Quelli che hanno passato la loro adolescenza -al 90% è cosa da uomini- a vedere gli amici passarsi diverse ragazze e che, nonostante a loro non manchi nulla, non hanno mai avuto il coraggio di buttarsi. Quando finalmente una ragazza si rompe le palle e decide di infilare loro la lingua in bocca (così il messaggio è chiaro) rischiano di entrare nella spirale mortale. Essì, perché ci sono quelli che essendo stati single a lungo riescono a mantenere la loro indipendenza, ma ci sono anche quelli che vengono risucchiati in un inferno di zerbinamento e che rischiano di diventare gli schiavetti della loro ragazza, che dopo un iniziale periodo di rose e fiori finisce per diventare la peggiore delle arpie. L'atteggiamento di base degli zerbinati può essere riassunto in oddio finalmente una donna ti prego non te ne andare farò tutto quello che vuoi.

Cosa me ne frega, direte voi.
E invece me (ce!) ne frega eccome, perché con tutti questi buoni partiti occupati con stronze e stronzi va a finire che c'è bella gente che è single, quando invece meriterebbe di essere felicemente fidanzata.
Quindi io propongo di fare la giornata internazionale del lasciamo gli stronzi agli stronzi, con tanto di pubblicità progresso.

Ogni anno centinaia di bravi ragazzi e ragazze vengono irretiti e usati da una manica di stronzi. Se anche tu sei stato irretito, non temere: chiama il nostro numero verde.
Il nostro numero verde offre supporto a tutte quelle persone che per paura di rimanere soli si fanno zerbinare. Poniamo fine al regime degli stronzi, lasciamo che si irretiscano fra di loro. Manda anche tu a fare in culo il tuo stronzo personale, perché ricorda:
non è mai troppo tardi per trovare qualcuno di meglio. 

giovedì 1 marzo 2012

QTD

Quando stavo -e in realtà anche dopo- col mio ex, c'erano quattro persone della sua vita che erano il mio incubo. Una di queste era QTD.
QTD aveva già attirato le mie antipatie per il semplice fatto che vedeva il mio ragazzo più di quanto non lo vedessi io. Era la ragazza del suo migliore amico, e loro tre erano inseparabili. Facevano indimenticabili viaggi assieme, passavano le nottate a parlare e io, non so come, ero finita per essere quella fastidiosa presenza che interrompeva il loro idillio per sapere che fine avesse fatto il mio ragazzo. QTD, dopo una sola settimana di frequentazione con il migliore amico del mio ex, aveva già piantato le tende: non solo gli aveva già arredato casa, ma si era già anche trasferita da lui.
No ma...non mi sa di disperato neanche un po'.
QTD, pur senza avermi mai vista, faceva di tutto per escludermi da qualsiasi tipo di uscita, per motivi che francamente non ho mai capito.
In tutto ciò, quando per caso io e Mr. J (il mio ex, appunto) l'abbiamo incontrata al cinema e ci siamo fermati un po' fuori a parlare, la cara ragazza manco si è sforzata di essere gentile per fare un favore a lui, che tecnicamente era un suo caro amico. No.
Anzi, mi squadra continuamente con aria quasi disgustata e fa di tutto per mettermi a disagio.
Ah, nel caso non si fosse capito QTD sta per Quella Troia Di. E contrariamente a quanto si possa pensare il soprannome non è una mia idea, ma del mio ex. Essì, perché nonostante questa grandissima amicizia, nel momento in cui lei ha lasciato l'amico, il mio ex si riferiva a lei inserendo le tre paroline magiche davanti al suo nome ogni volte che ne parlava. Salvo poi accusarmi di aver ostacolato la loro splendida amicizia.
Quando con ostacolare si intende dimostrare della più che giustificata gelosia nei suoi confronti.
Fatto sta che QTD mi ha reso la vita particolarmente difficile per parecchio tempo, anche se a distanza. Tanto che sono arrivata ad esserne ossessionata: me la sognavo di notte mentre mi derideva abbracciando il mio ex. Con tutti i problemi di autostima che stare con Mr. J aveva comportato il suo sguardo disgustato mi perseguitava, e il fatto che quella sera al cinema suo cugino mi stesse palesemente spogliando con gli occhi non mi aveva aiutata a lasciare perdere.

Quello che mi dava più fastidio in assoluto era che QTD era una persona di quelle che fanno le super simpatiche e che poi ci mettono 30 secondi a dimenticarsi di te. Cosa che infatti poi è successa, perché nonostante questa grande amicizia urlata ai 4 venti, la cara fanciulla ci ha messo ben poco a dimenticarsi di Mr. J.

Ieri, a sorpresa, l'ho incontrata in università. Ci siamo incrociate, guardate negli occhi, e abbiamo proseguito senza salutarci. Non sono riuscita a capire se mi ha riconosciuta o meno.
Mi sono fermata un attimo a pensare: se non mi ha riconosciuta è un bello smacco. Mi sono sognata di notte il suo maledetto sguardo disgustato, e lei neanche si ricorda di me. Come quando si schiaccia una formica.
Ma poi ho pensato che io le formiche non le schiaccio apposta, che solo una persona frustrata lo fa, per sfogarsi. Lei è una di quelle persone che mi fa venire in mente quella frase di Gaber:
“Infatti non è mica normale che un comune mortale, per le cazzate tipo compassione e fame in India, c'ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna. Che viene da dire: ma dopo come fa ad essere così carogna?”
Essì. Perché poco importa che lei se ne vada in giro ad abbracciare gente, a fare la grande amica; poco importa se va a manifestare contro le ingiustizie del mondo. Se ti accanisci su una persona che sai essere in un momento difficile, c'è poco da fare: sei una maledetta carogna.

E su questo pensiero mi son concessa un'alzata di spalle, ho sorriso e mi sono accesa una sigaretta.
Baciami la sacra pantofola, QTD.

giovedì 16 febbraio 2012

Paranoid paranoid

Essì, sapevo sarebbe successo.
Per quanto uno si impegni ad arrivare ad un nuovo rapporto senza trascinarsi dietro paranoie lasciati dagli ex precedenti, finisce sempre che qualcosa rimane.
Per la precisione il mio precedente ex mi ha incollato addosso tutta un paio di insicurezze di cui non riesco a liberarmi.

La prima riguarda il mio carattere e il mio rapporto con gli altri. Secondo il mio ex non ero una persona interessante e non ero in grado di rapportarmi con la gente, motivo per cui si vergognava a presentarmi ai suoi amici. Questa cosa mi ha fatta soffrire per lungo tempo finché non sono riuscita a guardarmi attorno e a rendermi conto del fatto che sono circondata da persone che hanno voglia di vedermi e parlarmi. Se in così tanti sono contenti di passare del tempo con me, sarò mica così noiosa in fondo, no?
La seconda invece è dura a morire, e riguarda l'aspetto fisico. Ovviamente è un tasto dolente un po' per tutte le fanciulle, ma quando è la tua (ormai ex) dolce (mica troppo!) metà a criticarti, la faccenda si fa più insidiosa.
Essì, perché dall'ex mi sono sentita dire un po' di tutto.
Vi riporto la top 3:
1. Insomma, sei sempre così trasandata, non potresti metterti un po' in tiro una volta ogni tanto?
2. Per dimagrire una decina di chili dovresti farcela da sola, se invece punti più in alto dovresti andare da un dietologo.
3. Beh, non stiamo a prenderci in giro, ovvio che in mezzo ad un sacco di gnocche non sceglierei te, mi accontento.
Ecco.
Ora, col fatto che a queste frasi sono state fatte seguire da mille scuse e vari “no cioè, mi son spiegato male, non era quello che intendevo, non ti arrabbiare” non sono mai riuscita a dire quello che realmente pensavo al caro ragazzo, e vorrei prendermi la rivincita qui, con voi, nel tentativo di scacciare questi brutti pensieri.

  1. Io NON SONO trasandata. Io mi metto in tiro, se necessario. Ma ti chiedo scusa se non l'ho mai fatto con te, è che sai, quando passi la giornata a lavorare e subito dopo torni a casa, fai la doccia, fai i bagagli, ti fai 2 km a piedi per arrivare alla stazione più vicina a casa, mezzora di treno più un quarto d'ora di metro per arrivare in Stazione Centrale per poi prendere il treno che porta a Bologna, la città in cui ti sei trasferito per studiare (cosa che poi non hai mai fatto)...beh, ci sta anche che la tua piega non sia perfetta. Così come ci sta il fatto di trovare stupido fare tutte queste cose in tacchi, come se non fosse stato già abbastanza faticoso farlo in ballerine.
    E poi in tiro per andar dove? Per stare in casa ad annoiarmi perché tu non volevi che qualcuno ti vedesse in giro con me?
  2. Io NON DEVO dimagrire di una decina di chili. Porto una 42. Dimagrire di 10 chili significherebbe essere sottopeso. “Puntare un po' più in alto” dove? Verso l'anoressia?
  3. Questa frase, quel “mi accontento”, mi aveva proprio devastata.
    Certo, ovvio, lo so bene che non sono una gnocca. Ovvio che non pretendo di brillare di fianco a ragazze molto più belle di me. Però dire “mi accontento” è proprio da stronzi.
    Tuttora non so proprio cosa dire davanti ad un'affermazione del genere.
    Mi spiace di non essere fisicamente perfetta, chi non vorrebbe esserlo? Forse sono solo stata ingenua a pensare di poter comunque essere considerata bella, a modo mio.
    Ma mi spiace soprattutto aver permesso che questa frase mettesse radici nel mio cervello, portandomi a pensare che Vinile non potesse interessarsi a me perché non abbastanza bella per lui.

Per quanto io consciamente sia perfettamente in grado di capire che davanti a cattiverie del genere dovrei solo rispondere di baciarmi la sacra pantofola, ammetto che mi influenzano parecchio.
Così, davanti ad un Vinile che mi dice che sono la prima ragazza che ha avuto il coraggio di invitare a cena fuori, ad un vero e proprio appuntamento, non posso fare a meno di pensare che mi avesse considerata una facile preda, quando invece dovrebbe significare che gli piaccio così tanto da vincere la sua timidezza.

E comunque no, non risponderò alle tue mail spente e formali (quelle del calibro: “Tanti auguri di buon Natale a te e alla tua famiglia”) finché non riceverò delle vere scuse per tutte le cattiverie gratuite che mi hai detto, cosa che non succederà mai, quindi l'unica cosa che posso continuare a fare adesso, ogni volta che queste cattiverie arrivano ad annebbiarmi il cervello, è pensare fortissimo sempre la solita cosa:

MA BACIAMI LA SACRA PANTOFOLA!

martedì 6 dicembre 2011

E ancora uomini.


 



Posso dire che un buon 90% degli uomini che conosco sta perdendo tutta la mia stima?



Posso dirlo? Lo dico.



Mi sono giusto resa conto da qualche tempo che le mie amicizie maschili sono cambiate parecchio nel corso degli anni, e che ci sono solo rarissimi casi di amici maschi di vecchia data. Che poi comunque anche questi rari casi hanno i loro momenti di vivacità e i momenti di “075? Chi è 075?”.



Sì perché parliamoci chiaro, è piuttosto raro che un uomo voglia un'amica donna. Parliamo di amicizia, non di usciamo tutti assieme e ti rivolgo la parola volentieri se ci sei anche tu. Un uomo, se sta vicino ad una donna, è per provarci. E se non vuole provarci con te, cara ragazza, probabilmente intende provarci con la tua amica.



E non importa se vi trovate benissimo a chiaccherare, non importa se lui vi dice che “anche se non dovesse succedere niente fra di noi rimarremo sempre amici”. Quando capirà che effettivamente non succederà NIENTE fra di voi, piano piano si dileguerà come se non fosse mai esistito.



 



Mi sto un po' analizzando negli ultimi tempi e devo ammettere che, almeno stando ai miei ricordi, gli uomini che mi hanno trattata bene sono stati veramente pochi, e nessuno di questi è stato un mio ragazzo. Le donne invece sono sempre state incredibilmente incoraggianti, disponibili e gentili con me.



Se metto l'essere di sesso femminile che stimo di meno da un lato e l'essere di sesso maschile che stimo di meno dall'altro, la ragazza sarà sicuramente quella messa peggio. Più insignificante, più stupida, più ipocrita. Ma se devo mettere su una bilancia la donna che stimo di più contro l'uomo che ammiro di più...beh, non c'è paragone. La donna vince su quasi tutti i fronti e lo straccia dal punto di vista umano.



Vi faccio un esempio: Cosoh è uno degli uomini che stimo. È intelligente, è in gamba, è curioso, è simpatico. Ogni tanto salta fuori un certo brutto carattere, ma si fa perdonare in fretta. Nonostante questo, per motivi sconosciuti, è arrivato a dirmi cose di una crudeltà immensa. Ad esempio: quando sono stata lasciata dal mio primo fidanzatino per consolarmi Cosoh mi ha detto di non preoccuparmi, che tanto non avrei più sofferto per amore in futuro, perché nessuno si sarebbe mai più innamorato di me.



Oh, grazie Cosoh, ora sì che sto meglio.



E vorrei precisare che Cosoh non è affatto una persona maligna, anzi; è solo che gli escono così. E quando gliel'ho ricordato dopo anni mi ha risposto che non ricordava di averlo detto.



Essì, loro sono così: rispondono a caso, ti feriscono e poi neanche se lo ricordano. Oppure sembrano non dare importanza alle parole, al COME dicono qualcosa.



Le donne in queste cose sono più sottili, più fini, più attente. Nessuna donna mi ha mai detto una cosa così crudele, neanche quella a cui piaccio di meno. E anche dovesse dirmelo in futuro sono sicura che se ne ricorderebbe anche fra 15 anni.



Le donne quando dicono qualcosa è perché vogliono dirlo, e se non vogliono poi se ne pentono, non se ne dimenticano.



Poi magari le donne tendono a essere meno dirette, meno sincere, ma hanno sicuramente più tatto e tendono ad essere più profondo e costanti nelle loro amicizie.



 



Gli uomini invece...beh, come mi disse una volta una mia amica: “il punto non è tanto capire COSA pensano e vogliono, ma per QUANTO”.



 



Detto questo se avete la fortuna di avere la presenza costante di un'amicizia maschile nella vostra vita, tenetevela stretta. Gli amici uomini sanno essere davvero fantastici, il problema è solo che spesso non ne hanno voglia.

domenica 16 ottobre 2011

Il metodo sincerità, pt. II


Ricordate il metodo sincerità?
Nel caso non ve lo ricordaste o non aveste voglia di cercarvelo fra i vecchi post lo riassumo qui:



Il metodo sincerità è uno stile di vita.



Siamo tutti d'accordo nel dire che le persone sono complicate e che i rapporti interpersonali lo sono ancora di più, quindi al fine di evitare di complicare ulteriormente le nostre vite con malintesi e incomprensioni varie ho deciso di dire semplicemente la verità poiché -ahimè- non sono responsabile della verità. E anche nei casi in cui ne fossi responsabile nascondere il tutto non mi renderebbe più leggera.



Negli ultimi mesi però mi sono resa conto che non sempre è così semplice: non solo la gente spesso la verità non la vuole stare a sentire, ma spesso si passa pure per stronzi a dirla. E attenzione, quando dico “essere sinceri” non intendo certo dire che si ha l'autorizzazione a ferire la gente. Essì, perché ho notato -soprattutto da parte dei maschietti- una completa incapacità nel capire la differenza del COME si dice una stessa cosa.



Prendiamo un esempio banale: un'amica con qualche chilo di troppo compra un vestito che le sta proprio male. C'è una bella differenza fra il dire:



“Mio dio, ma non ti rendi conto che sei troppo grassa per un vestito del genere?”
e il dire:
“Guarda, secondo me non ti sta benissimo, è un po' troppo aderente.”



Che rappresenterebbe un po' il comportamento ideale, poiché fingere che le stia bene certo non la aiuterebbe e la prima risposta sarebbe solo una cattiveria gratuita.



Quindi sincerità sì, ma con un minimo di tatto e diplomazia.



Ecco.



Nei rapporti “di coppia” invece la faccenda si fa più complicata.



Mettiamo che io abbia conosciuto un ragazzo e che, nonostante non fosse certo l'uomo della mia vita, abbia cominciato ad uscirci giusto perché mi piaceva e mi faceva stare bene (come non capitava ormai da troppo tempo). Mettiamo ora che questo ragazzo se ne salti fuori dicendo che prima di conoscermi stava frequentando anche un'altra e che adesso non sa bene cosa fare.



Queste alcune delle reazioni possibili:





  • sentirmi tradita e mandarlo a cagare;





  • rimanerci male e sperare che decida di scegliere me;





  • rimanerci male e fargli una scenata;





  • ammettere che alla fin fine non sto certo cercando una storia da lui e che quindi è inutile che gli faccia storie insensate per una cosa che non mi tocca neanche un po'.





Ovviamente il mio metodo sincerità mi impone di essere onesta e diretta, quindi gli dico quello che penso, ovvero che non è un problema e che nel caso la situazione dovesse cominciare ad infastidirmi glielo avrei detto, ma che preferirei che l'altra ragazza sapesse della situazione ma che di certo non posso obbligarlo. Perfetto no?



In pratica sto dicendo ad un ragazzo che si dimostra interessato a me di non preoccuparsi di niente, di vivere le cose come vengono, di cercarci nel modo più spontaneo possibile e che non gli avrei chiesto niente di niente se non di essere rispettata.



La situazione che -in teoria- tutti gli uomini dicono di sognare.



A quanto pare non è così però, poiché il ragazzo comincia a comportarsi male senza motivo apparente.
Cerco di fargli notare che la situazione così a me non va bene, e quindi preferirei lasciar perdere. Ma ogni volta che ci provo si rifiuta di parlarne, in un modo o nell'altro.



Incredibilmente è la prima persona a riuscire a trovare quello che forse è il vero e unico punto debole del metodo sincerità.



Sono sempre riuscita a convincere delle mie ragioni col metodo sincerità, ma non avevo proprio pensato al fatto che si può essere onesti e convincenti quanto si vuole, ma che se dall'altra parte non c'è nessuno ad ascoltare è tutto completamente inutile.



 



E fu così che 075 fu costretta a comportarsi in modo scorretto. Allora è proprio vero che a volte ti ci costringono.



E io che pensavo fosse una scusa.

mercoledì 21 settembre 2011

L'incoerenza maschile.


Come ben si sa quando si parla di “sesso debole” si parla delle donne: le donne sono incoerenti, le donne non sanno mai cosa vogliono, le donne dicono una cosa e poi ne vogliono un’altra.



Ho sempre avuto soprattutto amici maschi o ragazze assolutamente atipiche, e quindi sono sempre stata in parte d’accordo con tutto questo.



Ma parliamone: io comincio a pensare che le donne siano incoerenti non per natura, ma per stare dietro agli uomini, perché con loro non si sa mai come comportarsi.



 



Cari maschietti, avete presente quando una donna vi dice: “va bene”, ma in realtà non è assolutamente d’accordo? Non è che sia pazza, è che sa che se vi dice di no, è automaticamente una rompipalle. E quindi vi lascia fare quello che volete, solo che poi magari non è in grado di nascondere completamente il fatto che un po’ di fastidio le dà: ed ecco che la fanciulla in questione “dice una cosa ma ne vuole un’altra”.



È che gli uomini le rompipalle non piacciono. O almeno così dicono, perché c’è sempre un certo scarto fra quello che gli uomini dicono di amare e quello che poi in realtà li tiene realmente legati ad una donna.



Come ad esempio le eating-salad bitches. Il termine deriva da uno spettacolo di Eddie Murphy. E non l’Eddie Murphy che conosciamo dai film, l’Eddie Murphy degli anni ’80, quello meno conosciuto, misogino, sessista e pure un po’ razzista. Lui le chiama eating-salad bitches (letteralmente le troie mangia-insalata). Sono quelle donne attentissime alla linea, che quando le porti fuori a cena ordinano l’insalatina. Tu le porti in un ristorante della madonna, magari ci spendi anche un sacco di soldi e questa neanche ti dà la soddisfazione di mangiare qualcosa di serio.



E posso capire la frustrazione, come posso capire quel pezzo poetico da morire de “Il mondo dopo la fine del mondo” in cui il protagonista sostiene di non poter amare una donna se non la vede prima mangiare una bruschetta. Perché una donna che non mangia una bruschetta per paura di sporcarsi d’olio non è una donna d’amare.



Capisco tutto.



Ma poi ci vogliono magre.



E insomma, abbuffarsi con gusto ed avere un fisico perfetto non sono due cose che vanno troppo d’accordo. A parte in caso di metabolismi particolarmente fortunati, ovvio.



 



Il mio problema però non è tanto la questione del cibo quanto la questione del carattere.



Essì, perché ormai non conto più le volte in cui mi son sentita dire da svariati amici maschi frasi del calibro: “Sei la donna che rispetto di più” “Sei una delle ragazze più intelligenti che io conosca” “Ma allora ci sono anche donne intelligenti!” “Tu sì che hai le palle” “Tu sì che ti meriti l'appellativo di Bro” “Ah, se solo non fossi fidanzato...” e così via.



E magari può anche capitare che una sera fuori, dopo aver fatto valere le tue idee in mezzo ad un gruppo di ragazzi, uno di loro rimanga affascinato dalla cosa e si avvicini a te dicendo: “quanto amo le ragazze decise”.



Poi però ti guardi intorno e noti una cosa: le ragazze dei tuoi amici (gli stessi che ti hanno ricoperto dei complimenti di cui sopra) non sono esattamente come dovrebbero. C'è un'incongruenza. Perché sì, loro apprezzano i caratteri particolarmente decisi, li rispettano.



Ma in un'amica.



Stare assieme a qualcuno con un carattere del genere è un altro discorso.



E così magari ti rendi conto anche che il ragazzo che ti ha detto di amare le ragazze decise, in realtà non ama molto che le ragazze siano decise con lui. E magari anche lui si è reso conto che una ragazza che non si fa mettere i piedi in testa non è poi così facile da gestire, rifiutando quindi qualsiasi tipo di comunicazione seria.



Fortunatamente non tutti sono così, ma purtroppo la maggior parte sì.



E la cosa assurda è che quando ero più piccola, molto più facile da gestire e molto più debole (per quanto più rompipalle) avevo molto più successo. I ragazzi si affezionavano come niente e continuavano a rimanermi accanto.



Quindi la domanda mi sorge spontanea: ma gli uomini cercano qualcuno meritevole del loro rispetto o qualcuno di fragile, che da un lato possono proteggere e dall'altro possono rigirarsi come gli pare?

mercoledì 3 agosto 2011

Alcool.

Guardate un attimo qui.

Questo per introdurre il topic di quest’oggi: l’alcool.

Come il Todd ci insegna l’alcool è sempre stato usato per abbassare gli standard e rendere più disponibili e disinibiti. E così la pensavo anche io fino a qualche tempo fa, almeno fino a quando l’alcool non ha cominciato a mettersi fra me e gli uomini.
Con questo non intendo dire che sono diventata un’alcolista.
Mi spiego: mettiamo che io sia andata ad una festa, e che a questa festa io abbia conosciuto un ragazzo; che dopo un po’ questo ragazzo abbia cominciato a provarci e che io gli abbia anche dato segno di starci. Fin qui tutto alla grande direi, finché il ragazzo in questione non sparisce. Al che, visto che la serata sta finendo faccio per andarmene, quando all’improvviso mi sento afferrata per le spalle proprio da lui che, con aria confusa, fa per dirmi qualcosa.
075: “Dimmi.”
“No, niente. Sono troppo ubriaco per questo.”
…e se ne va dandomi una pacchetta sulla spalla.
Mettiamo che il giorno dopo mi arrivi voce che il ragazzo di cui sopra abbia passato tutto il viaggio del ritorno verso casa a rompere le palle agli amici con discorsi da ubriaco del calibro: “Voi non capite, io ho trovato la donna della mia vita…e vi ucciderò tutti!”
Beh, contattiamolo no?
Ed è proprio qui che subentra il problema alcool: il fanciullo era troppo ubriaco per ricordarsi di me.
Inutile insistere, ci si penserà quando e se mi capiterà di rincontrarlo.
 
L’ho rincontrato sabato, dove dopo l’iniziale e sobrio saluto accompagnato da quattro brevi chiacchiere si è allontanato dicendo che sarebbe tornato in un paio d’ore.
Lo rincontro dopo quasi 4 ore, ubriaco; sembra non riconoscermi e si distrae di continuo mentre cerco di parlargli. Alla terza volta e al quinto cocktail (mio, probabilmente lui era al decimo) impazzisco e vado e recuperarlo per dirgli che così non si fa.
075: “Ciao”
“Ciao!”
075: “Ma almeno hai capito chi sono?”
“…eh, più o meno.”
075: “Come più o meno? C’hai provato un’intera sera e neanche ti ricordi di me?”
“Ma non ci ho provato…sarà stata una tua impressione.”
075: “Sarà stata un’impressione di tutti i miei amici e di tutti i tuoi amici messi assieme allora, non solo mia…”
“Oddio, non lo so…mi spiace, non ricordo proprio.”
075: “Eh…”
“Non so cosa dirti, davvero. Non legartela al dito.”
075: “Non me la sto legando al dito e non son venuta qui per metterti in imbarazzo…”
Non faccio in tempo a finire la frase che lui mi interrompe dicendo:
“Scusa un secondo…”
E va a dividere due tizi che hanno cominciato a far rissa per strada. Dopo aver salvato la situazione prende e se ne va senza neanche guardarsi attorno per vedere che fine avevo fatto, e invece di lasciar perdere come una persona non ubriaca avrebbe fatto, lo raggiungo.
075: “Ma almeno non lasciarmi da sola in mezzo ad una città che non conosco…”
Tempo tre passi e si distrae di nuovo per salutare degli amici, ci rinuncio e me ne vado.
 
Maledetto alcool che influisce sulla memoria (sua) e sulla dignità (mia).

lunedì 9 maggio 2011

Stanchezza.

Le cose cambiano, e ultimamente sempre nel peggiore dei modi.
La prima cosa che ti dicono quando una storia finisce è che col passare del tempo starai sempre meglio. Ovviamente però 075 deve pur distinguersi in qualche modo, quindi starà sempre peggio col passare del tempo, col risultato che né lei né nessun altro di dimostrerà in grado di capire cosa diavolo stia succedendo.
Un po’ perché evidentemente non ci sono mai passati realmente, e un po’ perché dopo un tot ci si rompe le palle della gente che è sempre triste.
Ma la cosa deprimente è più che altro rendersi conto che i primi a stufarsi sono quelli che hai aiutato di più: quelle amiche che ti chiamavano in lacrime in qualsiasi momento della giornata e a cui hai tenuto costantemente compagnia nonostante avessi anche tu degli impegni e delle preoccupazioni.

Ovviamente, adesso che loro stanno bene e tu stai peggio, nessuno si sogna di stare al telefono neanche 5 minuti per farti compagnia, e col passare dei mesi comincia ad essere tanto anche ricevere una risposta tramite sms in tempi decenti. Per non parlare poi di come quelle stesse persone si divertano a sbatterti in faccia di continuo il fatto che ora sono felicemente fidanzate.
Quel che mi lascia perplessa poi è che neanche se ne rendono conto: non è cattiveria, è solo incosciente egoismo.

E sinceramente non ho ancora deciso cosa sia peggio fra le due.