mercoledì 30 giugno 2010
La maliziosità sospettabilissima ma involontaria.
Oggi 075, probabilmente influenzata dalla recente perversione della cara vecchia Jessica, ha deliziato la Q con una serie di ambiguità involontarie di cui ora vi renderò partecipe.
La Q si sdraia sul letto di 075 sospirando: “che abbiocco che ho, io mi svacco un attimo sul tuo letto se non è un problema.”
075: “Tranquilla. Se vuoi puoi togliere i vestiti.”
La Q, perplessa: “Eh? Perché?”
075: “Ma no! Intendo i miei!”
La Q, con aria sempre più perplessa: “???”
075: “Ma no! Quelli appoggiati sul letto e che ti impediscono di stenderti completamente!”
La Q: “Ahhhhhhh!”
Passa un’oretta di amato cazzeggio, la Q decide di lasciare il posto davanti al pc a 075.
075 si siede.
075 si rende conto che la sedia è bollente: “Aiuto Q, ma quanto sei calda?”
La Q: “Ma allora! Hai finito con queste ambiguità????”
Ehhmmm…OPS..!
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lunedì 21 giugno 2010
La maliziosità insospettabile
Sabato è quella giornata in cui generalmente Mater è a casa e fa la spesa. È anche la giornata in cui Mater, dopo essere tornata a casa dal supermercato, comincia ad incazzarsi con chiunque le passi davanti perché è stanca e vuole che l’aiutiamo a pulire perché lei non può lavorare, pulire la casa, cucinare, fare la spesa e dopo tutto questo stare pure dietro ai miei aneddoti. Ecccheccacchio. E c’ha pure ragione, per carità. Quello che non capisco è perché su una famiglia di quattro persone la scelta dello sfortunato che deve aiutarla ricada sempre su di me.
Precisiamo: non è che io sia pigra e non abbia voglia di fare i mestieri, è che non capisco perché se mio fratello risponde (o meglio rispondeva, prima di laurearsi) “devo studiare!” viene lasciato in pace, mentre se io rispondo: “sto studiando, ho un esame domani!” la risposta di Mater è sempre la stessa: “Mezzora di mestieri non ti cambieranno la vita.”
Vero anche questo.
Però gira e rigira non è mai mezzora.
E poi non capisco perché a me non la cambia e a Coso sì.
Fatto sta che il punto della situazione, in tutto ciò, era tutt’altro: dopo una breve discussione durante il pranzo su chi dovesse fare cosa, mi son messa subito a pulire il bagno. Nella stanza accanto c’era la tv accesa e stavano trasmettendo “La signora in giallo”. Non stavo assolutamente seguendo il discorso ma ad un certo punto sento la cara Jessica Fletcher pronunciare la seguente frase:
“Sceriffo, con tutti questi preliminari, come potrei non venire?”
…
Scusa?
E come se non bastasse la frase era accompagnata da una risatina maliziosa.
Ma…Jessica!
Mater ovviamente non mi ha creduta quando le ho riferito la cosa, e anche io cominciavo ad avere dei dubbi, ma l’oracolo Google mi ha dato ragione.
Ha detto proprio così.
Che ragazzaccia.
giovedì 10 giugno 2010
Conoscenze preoccupanti
075: Ti sei mai soffermato sul testo di Bohemian Rhapsody dei Queen? “I see a little silhouetto of a man /Scaramouch, Scaramouch, will you do the Fandango /Thunderbolt and lightning, very, very frightening me /(Galileo) Galileo (Galileo) Galileo, Galileo Figaro / Magnifico-o-o-o-o”
Che ats significa? E poi anche questo: “Bismillah! No, we will not let you go! Let him gooooo!”
J: Ah! La vecchia Bismillah!
075: Eh?
J: La vecchia Bismillah! Che baldracca!
075: Cosa diavolo significa?
J: Non ne ho idea, ma entra di diritto nel mio vocabolario insieme a "sedulante". La Bismillah sedulante.
075: …
Lo so, lo so.
Avrei dovuto dare retta a mia madre.
O meglio, questo è quello che avrei dovuto dire se Mater non fosse più fuori di testa di tutti i miei amici messi insieme.
mercoledì 9 giugno 2010
L'arte del parcheggio ottimista.
Lunedì, dovendo andare dal medico, ero piuttosto preoccupata per due faccende: le vecchie appostate in ambulatorio da due ore prima e il parcheggio.
Per le vecchie, ahimè, ci si può fare ben poco.
(Che nervoso, non hanno niente da fare tutto il giorno e vogliono comunque far presto dal medico. Come quando la mattina, prima di andare a scuola, dovevo andare a fare i prelievi del sangue. Mi alzavo prestissimo per evitare la folla e arrivare a lezione in tempo ma le vecchie erano comunque già lì).
Dunque mi dovevo concentrare sul parcheggio. Fra l’ambulatorio e casa mia c’è una distanza un po’ infame: andare a piedi è una palla ma andare in macchina non c’è parcheggio se non a metà strada e allora mi suona un po’ ridicolo prendere Il Bolide per andarci.
Ho deciso di sfidare la sorte e provare l’arte del parcheggio ottimista.
Coso ne è un esperto e mi ha spiegato che bisogna crederci: “Tu non capisci 075, l’universo mi ama e mi procura parcheggi nei posti migliori perché io credo in lui”.
Ok, proviamoci.
Ha funzionato.
Sono passata la prima volta e non c’era neanche un buco. Avrei potuto parcheggiare due vie più in là ma ho voluto crederci. Ho rifatto il giro (insolitamente lungo a causa dei sensi unici) e al secondo giro si era magicamente liberamente un posto vicinissimo all’ambulatorio.
Grazie Universo, anche io ti voglio bene.
Per le vecchie, ahimè, ci si può fare ben poco.
(Che nervoso, non hanno niente da fare tutto il giorno e vogliono comunque far presto dal medico. Come quando la mattina, prima di andare a scuola, dovevo andare a fare i prelievi del sangue. Mi alzavo prestissimo per evitare la folla e arrivare a lezione in tempo ma le vecchie erano comunque già lì).
Dunque mi dovevo concentrare sul parcheggio. Fra l’ambulatorio e casa mia c’è una distanza un po’ infame: andare a piedi è una palla ma andare in macchina non c’è parcheggio se non a metà strada e allora mi suona un po’ ridicolo prendere Il Bolide per andarci.
Ho deciso di sfidare la sorte e provare l’arte del parcheggio ottimista.
Coso ne è un esperto e mi ha spiegato che bisogna crederci: “Tu non capisci 075, l’universo mi ama e mi procura parcheggi nei posti migliori perché io credo in lui”.
Ok, proviamoci.
Ha funzionato.
Sono passata la prima volta e non c’era neanche un buco. Avrei potuto parcheggiare due vie più in là ma ho voluto crederci. Ho rifatto il giro (insolitamente lungo a causa dei sensi unici) e al secondo giro si era magicamente liberamente un posto vicinissimo all’ambulatorio.
Grazie Universo, anche io ti voglio bene.
martedì 25 maggio 2010
È stato un momento imbarazzante...
Stavo oziando di gusto quando ho deciso di andare a vedere la mia pagina di facebook, la quale mi ha avvertita che la mia amica Martina avrebbe fatto gli anni mercoledì.
Subito dopo l’occhio mi è sceso una riga sotto per andare a leggere che anche il compleanno di Giorgia è questo mercoledì.
Il mio cervello ha fatto quella piacevole scintilla che fa sempre quando mi imbatto in qualche coincidenza.
Poi mi sono resa conto della mia stupidità.
….
Sono gemelle.
È stata una delle frazioni di secondo più imbarazzanti della mia vita.
In mia difesa: non si somigliano neanche lontanamente.
Subito dopo l’occhio mi è sceso una riga sotto per andare a leggere che anche il compleanno di Giorgia è questo mercoledì.
Il mio cervello ha fatto quella piacevole scintilla che fa sempre quando mi imbatto in qualche coincidenza.
Poi mi sono resa conto della mia stupidità.
….
Sono gemelle.
È stata una delle frazioni di secondo più imbarazzanti della mia vita.
In mia difesa: non si somigliano neanche lontanamente.
venerdì 30 aprile 2010
Tsk.
J: “Ma quindi cosa fai domani mattina?”
075: “Beh, quella cosa che faccio tutti i venerdì mattina.”
J: “Tenti di conquistare il mondo?”
075: “No, l’altra cosa.”
Cose polverose, insomma.
È bello sapere che amici, parenti (e anche i conoscenti ormai) ti dipingono come una persona polverosa e un po’ megalomane.
Polverosa e che studia cose noiose.
Sì, certo.
Però poi quando vi dico che all’Ambrosiana c’è un libro rilegato in pelle umana non sbadigliate, eh?
Tsk.
Siamo la parte rock della storia noi.
Mica pizza e fichi.
domenica 18 aprile 2010
Memoria selettiva
Dovete sapere che negli ultimi tempi la mia vista non è più così ottima. Ok, non lo è mai stata, ma mi è sempre piaciuto pensarlo perché sono sempre stata l’unica della famiglia a non portare gli occhiali.
Poi l’anno scorso ho cominciato ad avere problemi a leggere, quindi l’ottico (il fotografo da cui lavoravo aveva anche un ottico) ha deciso di farmi una visita e ha stabilito che avevo bisogno degli occhiali per studiare e stare al pc. E Mater e Coso hanno fatto l’intervento agli occhi, per cui ora io porto gli occhiali e loro no. La beffa.
Ma io li porto solo per leggere e stare al pc, il che mi dà quel tocco da intellettuale di cui avevo bisogno e che Coso non potrà mai più avere. Mi fa un po’ venire in mente una scena tipo me con gli occhiali e i capelli raccolti nella penombra di una biblioteca e scena successiva io che mi sciolgo i capelli e tolgo gli occhiali e salta fuori che sono la gnocca del film. E invece no.
Ma tornando a noi il problema è che anche se ci vedo meglio con gli occhiali indossarli mi causa sempre dei forti mal di testa. Fu così che Mater decise che l’unico modo per risolvere la situazione era trascinarmi dall’oculista e costringermi a rifare la visita.
Dovete sapere che il mio oculista, una signora abbondante sui 60 anni con una certa passione per la polverosità, mi conosce praticamente da quando sono nata. Non mi vede da almeno 10 anni però, motivo per cui ero convinta che non mi avrebbe riconosciuta.
E invece si ricordava perfettamente di me.
Quando ho varcato la soglia del suo studio mi ha guardata e mi fa: “Ciao! Come sei cresciuta! Siediti, su. 075 miopia, giusto?”.
Ok, quanto è inquietante questa cosa? Lei si ricordava perfettamente l’ultima visita che mi aveva fatto. Ma la parte divertente è che quando mi ha prescritto le lenti la scena è stata questa:
“Scusami 075, non ricordo come ti chiami”.
Comunque tutto ciò per dire che sto pensando di rendere omaggio alla prodigiosa memoria selettiva della mia adorabile oculista e cambiare Euridisse in 075.
Mi fa molto agente segreto.
Di quelli che si fingono polverosi con un paio di occhiali a montatura nera.
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