Sarà il mio vizio a prendere le parti dello sfigato di turno. Sarà per la mia tendenza a tifare per i cattivi, specie quando particolarmente intelligenti e rigettati dal mondo per via di motivo x che li rende incompatibili con gli altri. Sarà che penso che se fossi così intelligente anche io, vista la mia misantropia, probabilmente avrei già progettato un raggio di morte e sarei anche io l'antagonista di qualcuno. Beh, fatto sta che a me Il Fantasma dell'Opera è piaciuto. Ma tipo un sacco.
Canzoni su canzoni, film su film e musical. Pur essendomi documentata a lungo non avevo letto il libro fino ad ora, ovvero fino a 24 18 anni. Devo dire che, contrariamente a quanto mi aspettassi, il musical è molto fedele all'originale, tranne che per un piccolo, minuscolo dettaglio: quel gran bel pezzo di manzo che è Gerard Butler. Ne avevo già parlato, ma giusto per intenderci:
http://wetmen.provocateuse.com/images/photos/gerard_butler_02.jpg
Volevo mettervi l'immagine ma ho la connessione che fa i capricci, quindi vi metto il link, così potrete anche ammirare il nome del sito da cui ho scelto la foto.
Volevo mettervi l'immagine ma ho la connessione che fa i capricci, quindi vi metto il link, così potrete anche ammirare il nome del sito da cui ho scelto la foto.
Come dicevo: 1 metro e 88 di puro manzo scozzese.
Insomma, non il personaggio ideale per interpretare il povero Erik, talmente brutto da non poter vivere con il resto dell'umanità, perché -ammettiamolo- a me che Gerard Butler abbia metà faccia coperta dalla maschera cambia ben poco. E diciamocela tutta: probabilmente anche a Christine non sarebbe cambiato molto.
Insomma, non il personaggio ideale per interpretare il povero Erik, talmente brutto da non poter vivere con il resto dell'umanità, perché -ammettiamolo- a me che Gerard Butler abbia metà faccia coperta dalla maschera cambia ben poco. E diciamocela tutta: probabilmente anche a Christine non sarebbe cambiato molto.
Per chi non sapesse la storia segue qui un breve riassunto (se volete leggere il libro e amate le sorprese leggete il post più avanti, ma sappiate che sapere la storia a me non ha rovinato assolutamente la lettura):
Christine Daaé è la figlia di un violinista svedese che, morendo quando è ancora una bambina, le promette di inviarle dal cielo un angelo della musica a prendersi cura di lei. Christine entra a far parte dell'Opera di Parigi e un giorno che Carlotta -la prima donna- si ammala, la sostituisce sul palco, rivelando al pubblico un incredibile e inaspettato talento. Fra il pubblico ammaliato c'è anche Raoul, un amico di infanzia di Christine, da sempre follemente innamorato di lei e -pare- ricambiato. Quando i due si rincontrano però la ragazza sembra non riconoscerlo.
Qui comincia il giallo: perché lei non riconosce un ragazzo con cui ha passato buona parte della sua infanzia e per cui, teoricamente, ha sempre avuto un debole? Com'è possibile che sia passata dall'avere una vocina insignificante a far tremare il palco dell'Opera di Parigi nel giro di così poco tempo? E il fantasma dell'Opera in tutto ciò esiste davvero?
Bene, a quanto pare Christine prende lezioni di canto da una voce che le parla attraverso i muri e che sostiene di essere l'angelo della musica, inviato da papà Daaé. La fanciulla, che credendoci non dimostra di essere particolarmente sveglia, ha pure una discreta cotta per questo misterioso personaggio.
Bene, a quanto pare Christine prende lezioni di canto da una voce che le parla attraverso i muri e che sostiene di essere l'angelo della musica, inviato da papà Daaé. La fanciulla, che credendoci non dimostra di essere particolarmente sveglia, ha pure una discreta cotta per questo misterioso personaggio.
Quindi, da un lato abbiamo Raoul, giovane aitante con viso da ragazzino e un animo di fanciulla; Raoul è ricco, gentile e, nonostante l'innocenza, è un uomo di mondo: insomma, il tipico cavaliere azzurro. Dall'altra parte invece abbiamo Erik, uno psicopatico dalla mente geniale che vive nei sotterranei dell'Opera di Parigi, che si spaccia per fantasma, che uccide gente come avvertimento e che finisce per rapirla, obbligandola a diventare sua moglie.
Bene.
Christine chi sceglie? Erik, chiaramente.
Insomma, il messaggio che passa è il seguente: anche ai tempi le donne preferivano i bad boys.
Ma.
C'è un ma.
Christine sceglie Erik, è incantata dalla sua voce e per un poco pare che gli stia per dire: “ok, prendimi su questi spartiti e canta nel mentre”. Ma questo almeno finché non gli toglie la maschera, scoprendo il suo orribile aspetto (per davvero, non come nel musical) e decidendo quindi tornare da Raoul.
Il messaggio che passa insomma è che le donne preferiscono i cattivi ragazzi, ma solo se sono dei gran bonazzi.
Christine chi sceglie? Erik, chiaramente.
Insomma, il messaggio che passa è il seguente: anche ai tempi le donne preferivano i bad boys.
Ma.
C'è un ma.
Christine sceglie Erik, è incantata dalla sua voce e per un poco pare che gli stia per dire: “ok, prendimi su questi spartiti e canta nel mentre”. Ma questo almeno finché non gli toglie la maschera, scoprendo il suo orribile aspetto (per davvero, non come nel musical) e decidendo quindi tornare da Raoul.
Il messaggio che passa insomma è che le donne preferiscono i cattivi ragazzi, ma solo se sono dei gran bonazzi.
Che fa pure rima.
Ed Erik c'ha poco da prendersela se alla fine Christine decide che tutto sommato il bonazzo precedente non era poi così male, perché la domanda da farsi è la seguente: perché mai ad un genio del male come il fantasma dell'Opera, che odia tutto e tutti, dovrebbe interessare una come Christine che è chiaramente stordita e che manco c'ha questa gran voce? Ma perché è una gran topa, è ovvio!
Ed Erik c'ha poco da prendersela se alla fine Christine decide che tutto sommato il bonazzo precedente non era poi così male, perché la domanda da farsi è la seguente: perché mai ad un genio del male come il fantasma dell'Opera, che odia tutto e tutti, dovrebbe interessare una come Christine che è chiaramente stordita e che manco c'ha questa gran voce? Ma perché è una gran topa, è ovvio!
Meglio ancora: non solo è una discreta gnocca, è pure la preda più facile, la gazzella debole, quella che crede ancora a spiriti e folletti alla veneranda età di 20 anni!
Quindi un altro cliché: agli uomini, per quanto intelligenti, piacciono le belle e stupide.
Quello che la letteratura da sempre ci insegna insomma, è che le cose non cambiano mai. Non importa quanto i nonni ci dicano ai miei tempi era diverso, scemi erano loro e scemi siamo noi.
Ma in tutto questo una cosa è consolante: Gerard Butler, per quanto assolutamente non adatto a interpretare Erik, può pure tenersi la sua mezza maschera addosso.
Solo quella però.