martedì 25 gennaio 2011
The bubble
La bolla è una sorta di protezione dalla cattiva sincerità del mondo esterno dovuta ad un’eccessiva avvenenza. Ebbene sì: spesso le persone belle ricevono un trattamento migliore da parte delle persone (a meno che non subentri l’invidia, che però tende ad essere soprattutto femminile).
Nel telefilm la questione viene dimostrata principalmente da due personaggi: Cherie, la bellissima ma stupida segretaria che, quando qualcuno le parla normalmente, chiede ad alta voce: “Sbaglio o mi ha appena parlato come se fossi brutta?” e il fidanzato (anche se per poco) della protagonista che vive in un mondo fatto di persone sorridenti, file evitate e complimenti immeritati.
Anche nella mia vita la cosa può essere dimostrata principalmente da due persone: una mia compagna delle superiori e mio padre.
La compagna delle superiori in questione ha deciso di smetterla di cercare di dimostrare la sua intelligenza nel momento in cui si è resa conto che con la bellezza riusciva ad attirare molto di più l’attenzione e a guadagnare di più. No, non fa la prostituta, fa la fotomodella.
(No E., non parlo di te)
Mio padre invece, prima di diventare un vecchio brontolone, era piuttosto fascinoso, cosa che ha sempre nascosto il suo pessimo carattere al gentil sesso ma che non l’ha mai salvato uomini, con cui litigava di continuo.
Quando andavo alle medie c’era una professoressa che mi odiava con tutto il suo cuore e che mi rendeva la vita impossibile: durante le interrogazioni aspettava soltanto che facessi una pausa di troppo, sbagliassi una data o pronunciassi male un nome per urlarmi dietro di tutto e finire col darmi una grave insufficienza. La situazione era fuori controllo, quindi mia madre era andata a parlarle; risultato? Aveva cominciato ad accanirsi ancora di più. Allora decise di andarci mio padre: la professoressa se ne innamorò, cambiando atteggiamento anche nei miei confronti. Era davvero spudorata, parlava di lui in classe con gli occhi che le brillavano…una situazione davvero imbarazzante.
Fin qui comunque tutto bene, se non fosse per il fatto che essendo sempre stato ricercato da amiche donne, mio padre non aveva idea di avere un così brutto carattere.
Quindi, come insegna 30 rock, forse la bolla non è questa gran cosa.
C’è da dire che però trovarsi davanti sempre persone sorridenti migliora le giornate e io, non essendo particolarmente avvenente, rimedio tirando fuori il migliore dei miei sorrisi nei momenti di bisogno. Con quello o con una scollatura se ho le balle girate.
Ma nel caso non aveste quest’abbondanza da sfoggiare sorridete.
Sorridete e non capiranno mai che li odiate tutti.
lunedì 24 gennaio 2011
Abbonamenti
“Buonasera, siamo la R. Editori, stavo cercando la signora A. 075, è lei?”
“No, sono la figlia.”
“Quando posso trovare la signora? Dobbiamo proporle un affare imperdibile!”
“Può parlarne direttamente con me.”
“Vorremmo proporre alla signora A. 075 un abbonamento a soli 18 euro all’anno a questa FANTASTICA rivista di moda e bellezza!”
“Umh. Ecco, come dire, A.075 in realtà sarebbe mio padre.”
“Ah.”
“Essì. Suppongo non abbia dei buoni argomenti per convincere un uomo di 65 anni a comprare una rivista di moda e bellezza, vero?”
“Effettivamente no.”
“Lo sospettavo.”
“Buona serata allora.”
“A lei.”
lunedì 3 gennaio 2011
PMS
Nei giorni che precedono il marchese (come direbbero le nostre nonne) io odio il mondo e dispenso insofferenza ad amici e nemici.
E poi ci sto anche male, è questo il punto. Della serie il mondo è pessimo - nessuno mi capisce- qualcuno mi aiuti - ma nessuno mi aiuterà perché nessuno mi capisce – e così via.
Che poi so benissimo che mi sento così per la PMS e che starò meglio non appena arriveranno, eppure mi deprimo lo stesso. Un tempo litigavo con tutti senza neanche capire il perché (mi ci sono voluti tre anni per rendermi conto che con il mio ex ragazzo litigavo più o meno sempre negli stessi giorni del mese, e comunque non è servito a niente, perché non riesco a controllarmi), ora invece ho appreso la sottile arte dell’isolamento forzato.
Un po’ come quando in Buffy il lupo mannaro si incatenava da solo nelle notti di luna piena, per non fare del male a nessuno. Ecco, l’immagine del lupo mannaro rende bene l’idea, anche se probabilmente una donna in premestruo è molto più pericolosa. Soprattutto 075 in premestruo, che già di buon umore non è certo la persona più tollerante del mondo.
La Qproponeva ferie obbligate per le donne con questo problema, per non doversi confrontare con il resto del mondo in questi giorni infausti, e pensandoci bene potrebbe essere una grande idea.
Pensateci: nei giorni in cui le donne sono ciclate potrebbero lavorare quelle non ciclate, ridistribuendo il lavoro, perché tanto le possibilità dei cicli sono così varie che non ci sarebbero orari scoperti. E poi le donne sarebbero di umore migliore e più produttive una volta tornate, cosa che farebbe bene a tutti quanti sul posto di lavoro; per non parlare del fatto che gli uomini si eviterebbero le sfuriate senza senso e i pianti immotivati delle donne mestruate, evitandosi frustrazioni superflue che poi andrebbero a riversarsi su altri uomini, donne e bambini. Quindi sarebbero tutti più rilassati, meno stressati e quindi meno propensi alla violenza e più disposti alla gentilezza.
Ve lo dico io, tutto il male del mondo deriva dalla catena di frustrazioni generate da una sbagliata comprensione del ciclo femminile.
Pensateci, potrebbe essere la grande svolta.
L’unico problema è che così in sintonia con il mondo e fra loro le donne potrebbero cominciare ad avere il ciclo gli stessi giorni, e lì sarebbe davvero un bel casino.
venerdì 15 ottobre 2010
Pasticcio di 075.
075 ha fatto un bel pastrocchio con la propria vita.
O forse sarebbe meglio dire che è stata la sua vita a fare un pastrocchio con 075.
E ora è troppo tempo che sta cercando di ricominciare ma non capisce più da dove.
È un po' come se 075 ad un certo punto, in una bella giornata, avesse deciso di entrare in un posto. Non ha importanza che posto, uno qualsiasi, uno particolarmente accogliente.
E diciamo che per sbaglio, entrando, 075 abbia lasciato cadere qualcosa di molto importante e una volta uscita non l'abbia più ritrovato.
075 era stata dentro quel posto più tempo del dovuto e dopo un po' era diventato troppo freddo e decisamente poco accogliente, non come le sembrava all'inizio, da fuori. "Il riscaldamento si sarà rotto" aveva pensato, chiudendosi la giacca e aspettando. Ma poi il posto l'aveva sbattuta fuori senza darle il tempo di vedere se davvero il riscaldamento era rotto o semplicemente quel posto era sempre stato così freddo.
Così si è ritrovata in mezzo alla strada, dove faceva ancora più freddo.
Un sacco di amici hanno provato a buttarle addosso delle coperte per riscaldarla, ma forse ormai 075 ha preso troppo freddo per riuscire a riscaldarsi sul serio.
lunedì 20 settembre 2010
Il cinema impegnato
L’altra sera sono andata a vedere GIUSTIZIA PRIVATA al cinema. Lo so cosa state pensando, “075 va a vedere film del c***o”, ma ora vi dirò una cosa che vi farà rosicare un sacco: sono anni che entro gratis al cinema, quindi vado a vedermi anche le peggio cagate.
Nello specifico però, come probabilmente saprete se l’avete visto o come vi avranno detto quelli che sono andati a vederlo, il film in questione non era poi così male. All’inizio ha anche il suo perché, il problema è che verso la fine perde tutto il suo potenziale e va a scadere nella banalità.
Peccato insomma.
Ma quello di cui volevo parlare è l’attore protagonista, ovvero Gerard Butler, di cui abbiamo un foto qua sotto per chi non sa chi sia.

E ho detto tutto.
Per intenderci è quello che faceva il fantasma ne “Il fantasma dell’opera”, che recitava la profondissima parte de “il Figaccio” in Tomb Raider 2 e di Leonida in 300 (lo so, sotto tutti quei muscoli e quella barba è un po’ irriconoscibile).
Per chi di voi invece è più su altri generi allora probabilmente l’avrà visto in “P.S. I love you” o ne “La dura verità”.
Fatto sta che, il fanciullo in questione, che non so se avete notato ma anche da non pompato di steroidi è ENORME, è giustamente entrato in breve tempo in quell’élite che sono gli uomini più maschi e virili del grande schermo. Che tradotto in termini zerosettantacinquesi significa che è uno da strappamilemutandecoidenti.
Durante un’intervista il caro Gerry ha fatto la seguente divertita affermazione:
“In America vengo considerato un uomo molto virile ma non capisco, in Scozia siamo tutti così.”
Chiedo scusa?
Sarà colpa dei Simpson, ma io gli scozzesi me li immaginavo ben diversi.
Mi rimane solo una cosa da fare a questo punto.
UN BIGLIETTO DI SOLA ANDATA PER LA SCOZIA, PRESTO!
sabato 18 settembre 2010
Furbizia felina.
Come avrete già intuito dai post precedenti possiedo…no scusate, riformulo la frase.
Come avrete già intuito dai post precedenti io convivo con un gatto piuttosto particolare.
Prima di tutto si annoia. A volte (specialmente quando c’è brutto tempo) vaga per la casa miagolando con fare irrequieto cercando qualcosa da fare; alcune di queste volte diventa così insofferente che persino gli agguati non hanno il solito slancio, ma sono più che altro delle stanche zampate.
L’altro giorno, come di routine, mi sono svegliata per le 9 (sì, bella la vita universitaria quando non si hanno più corsi da frequentare) e per prima cosa, come sono solita fare, mi sono avviata verso il bagno. Solo che questa volta è successo qualcosa di strano. Normalmente Sophie per attirare la mia attenzione mi fa un agguato da dietro la porta e poi scappa sotto il letto.
Questa volta invece ha cambiato tattica: mentre camminavo con passo lento e addormentato ho sentito dietro di me un “miao” deciso. Mi giro e trovo il gatto seduto sopra il tavolo, in posizione fiera, che mi guarda e muove lentamente la coda.
La fisso.
Mi fissa.
“MIAO!!!”. Un’altra volta.
Questa volta il significato mi è chiaro: “vieni qui, ecccheccavolo! Ti ho già chiamata con il primo miao, no?”.
Mi avvicino per capire che cosa vuole quando fa un miagolio meno deciso e mi fa capire, avvicinandosi al bordo del tavolo, che vuole essere coccolata.
Q maschio: “Ma tu non l’hai coccolata, vero?”
La coccolo.
Q maschio: “Macccome!”
075: “Eh, aveva un’aria così tenera…”
Q maschio: “lo sai che di questo passo il mese prossimo ti chiederà le chiavi della macchina, vero?”
Ahimè.
domenica 12 settembre 2010
Plunder Bunny
Avere delle amiche è bello: quando dici scemate dettate dal tuo star male loro sono sempre pronte a dirti quello che tutti vorrebbero sentirsi dire nei momenti di sconforto.
“Guarda che ti lobotomizzo con un tacco la prossima volta”.
È per cose come questa che voglio bene alla Q.
Per questo e perché, quando non è impegnata a minacciarmi, è mia amica anche nei momenti in cui persino io faccio fatica a sopportarmi.