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sabato 21 luglio 2012

Gli effetti del metodo sincerità

Il metodo sincerità si diffonde, e io non posso che esserne felice.
Ok, la gente che conosco racconta ancora un sacco di balle, ma almeno evita di raccontarle a me. Non ho la presunzione di dire che la gente non mi mente mai, ma in linea di massima posso dire di aver ridotto la quantità di bugie lanciate nella mia direzione.
Sentirsi dire da più di una persona frasi del tipo: “Con te sarò sincero perché tu lo sei sempre con me” oppure “Visto che sei sempre così sincera e diretta parliamone apertamente...” oppure “lo chiedo a te che di certo non mi dici le cose per farmi contenta” è una grande soddisfazione.
Ma una soddisfazione ancora più grande è stata sentirmi dire da Vinile che si fida ciecamente di me proprio perché non ho problemi a dirgli qualsiasi cosa mi succeda. Il ragionamento di base è che se una tua vecchia fiamma si fa risentire e non me lo dici forse c'è del losco, se invece si fa risentire e mi racconti tutto quello che ti dice probabilmente è perché non c'è nulla da nascondere. Il che mi fa parecchio piacere, perché la questione è proprio questa.
E io insisto nel chiedermi: perché non lo facciamo tutti?
In genere i motivi per cui si mente di più sono due: paura di ferire gli altri e paura del giudizio degli altri. Ma santo cielo, la gente mica è così terribile! Il punto non è il cosa, ma il come.
C'è chi dice che è anche una questione di pelle, la questione della teoria del faccino* insomma. Che è facile per me ispirare fiducia proprio grazie alla teoria del faccino, ma io non so quanto sia realmente determinante. 
Non so neanche se questo effetto secondario del metodo sincerità durerà a lungo, ma per ora mi godo il proverbio che si è diffuso a lavoro da quando sono lì:
                                     IN 075 VERITAS!





* la teoria del faccino, per chi l'avesse dimenticata, è la seguente: il mio BraccioDestro una volta ha affermato che il motivo per cui la gente mi ferma per strada per raccontarmi la storia della loro vita è che ho un faccino che dice ti vorrò bene anche se sei diverso.

giovedì 23 febbraio 2012

E questa la dedico a...

Questa la dedico a...

Vi è mai stata dedicata una canzone, una poesia, un disegno, un diorama o un canguro? Non necessariamente da un uomo o donna che vi si voleva fare, ma anche da parenti vari o amici.

Ci sono diversi modi per farlo, più o meno diretti. Ad esempio una volta Cosoh, in preda a un insolito moto d'affetto nei miei confronti, mi aveva dedicato “Sorella Mia” di Cammariere, sparata a tutto volume dalla mansarda di casa nostra. 
Sì, in teoria è una canzone d'amore, ma ci eravamo concentrati sul titolo.
Oppure un ragazzo a scuola aveva scritto dei versi su un foglio di carta e me li aveva regalati. Li portavo sempre con me nella tasca dei pantaloni, ma poi li ho persi. E sono contenta di averlo fatto perché lo stronzo, approfittando della mia ignoranza musicale, mi aveva detto di averli scritti lui, invece erano i versi di una canzone.
Un'altra volta un mio amico -che aveva una cotta per me- mi aveva dedicato una poesia, e questa volta sì, scritta da lui. Per quanto non ricambiassi i suoi sentimenti l'avevo apprezzata molto, anche perché il ragazzo in questione è molto bravo a scrivere.
Quel simpaticone del mio ex invece mi aveva dedicato “I ragazzi che si amano” di Prévert, dedica introdotta da un “toh” in chat e seguita dal copia-incolla della poesia. Chedddico, se lo devi fare di merda allora non farlo.
Questi alcuni esempi delle forme più dirette.

Poi arrivano quelle situazioni meno dirette, in cui non capisci bene cosa sta succedendo. Magari una persona ti fa ascoltare una canzone, e tu non capisci se te la sta dedicando o te la sta solo facendo sentire.
Ad esempio, sempre quel simpaticone del mio ex, una volta mise su “Perfect day”. Avete presente, no? Quella che fa OOOOOHH IT'S SUUUUUUUUCCCH A PERFEEECT DAAAAAAAAY I'M GLAAAAD I SPEND IT WITH YOOOOOOOOUUUUU! 
Sì ok, so che canticchiare per iscritto non aiuta un granché, ma la conoscete tutti, su.
Ok, un po' banale, ma come ormai avrete capito dai vari racconti, con il mio ex ci si doveva un po' accontentare in quanto a romanticismo. Quindi io sono lì, ad ascoltare la canzone, con un sorrisone a 32 denti e gli occhi sbarluccicosi. Lui ha l'aria sognante, si gira verso di me, mi sorride e a canzone finita dice: “Secondo me non è necessariamente una canzone d'amore. Cioè, io la voglio dedicare al mio migliore amico”.
…
Maiotistrappogliocchi.
Tiprendoapiattineidenti.

Io ad esempio, se passo una canzone a qualcuno tendo a PRECISARE se gliela sto dedicando o meno. 
Ad esempio in un periodo della sua vita particolarmente difficile ho dedicato a Claire “Lullaby in Winter” dei Green Carnation, che ha quel pezzo che fa: “I knowww you're sad because it's winter, but I can promiiiiiseee you a spriiiiiiiiiing!”.
Quindi se faccio sentire una canzone a qualcuno senza precisare che gliela sto dedicando, voglio solo che ascolti la maledetta canzone. Il che mi ha portato a fare una bella figura di merda qualche mese fa, quando passai a un amico “Rapunzel” della Dave Matthews Band -in mia difesa gliela passai dicendo: “non riesco a togliermi dalla testa questa canzone!”- e mi sentii rispondere: “è un testo piuttosto...ummh...peculiare”. 
E io, tonta come sono, non avevo capito che lui pensava gliela stessi dedicando ed era quindi perplesso. Poi avevo avuto l'illuminazione grazie ad uno status scemo di uno dei miei contatti di facebook, che diceva una cosa tipo: “Quando qualcuno ti fa sentire una canzone è perché ti vuole dire qualcosa!”.
E lì ho ripensato ad alcuni versi di Rapunzel:
“Lost myself just thinking
About the two of us
From each other drinking
Begin with the lips
Fingertips and kissing
Turn me inside out
I do my best for you”

E ho capito perché poi il mio amico aveva cominciato a farsi sentire sempre meno. 
Ops.
(Commento di Mater: “se questo è psicopatico e si fa i film mica è colpa tua”. Grande Mater.)

Così, quando ieri Vinile mi ha fatto sentire una canzone, non sapevo come interpretarla.
Me la sta dedicando? Non me la sta dedicando? Vuole semplicemente farmela sentire perché gli piace? La sta dedicando al suo vicino? 
Chi se ne frega, diranno alcuni di voi. E invece no, perché se la canzone è “Ossigeno” degli Afterhours io voglio pur sapere se pensa a me quando l'ascolta.
E non voglio mica sbrodolarmi per poi sentirmi dire qualcosa tipo, chessò: “bella eh? Me l'aveva dedicata la mia ex una volta...”.
ARGH.
Oh, al diavolo, io glielo chiedo.

075: “Seeeenti...ma il testo era mirato o me la volevi solo far sentire?”
Vinile: “Beh, te la stavo dedicando.”
Oh. Allora via agli sbrodolamenti.

Che poi, stavo pensando che dedicare una canzone alla fine è più complicato di quel che sembri. È un po' come se il gruppo in questione -o il cantante- ti facesse da Cirano, ma le parole le stai scegliendo tu, ed esprimono qualcosa di preciso. Rispecchiano te e i tuoi sentimenti. E io sulla scelta delle parole son tremenda.
Diciamo che sentirsi cantare da Vasco “ma dove vai? Ma dove vai? Tanto oramai sei mia” non ha lo stesso peso di sentirsi cantare dagli Afterhours “il tuo odore è ossigeno”. A parte il fatto che a me Vasco fa abbastanza cahare, i testi delle canzoni hanno un livello di profondità ben diverso, ecco. E “Ossigeno” finisce per farmi pensare al fatto che probabilmente Vinile è una persona dai sentimenti molto più passionali di quanto pensassi.

Ma poi vi immaginate l'imbarazzo a dedicare per sbaglio una canzone che era già stata dedicata da qualcun altro, magari da un ex stronzo?
A quel punto uno cosa dovrebbe fare? Far finta di niente, fare un sorriso tirato e sperare che quella non diventi automaticamente la vostra canzone, o essere sinceri prima di ritrovarsi davanti a situazioni spiacevoli del tipo lui che al vostro matrimonio la fa suonare dalla band perché “è la prima canzone che ti ho dedicato”?
Che imbarazzo!

mercoledì 1 febbraio 2012

Sarà mica che...

Ok, ok, l'ammetto: un bel fanciullo che qualcosa riesce a smuovere c'è, solo che la mia bassa autostima non me l'ha fatto realmente prendere in considerazione fino a poco tempo fa.
La faccenda è assurda e piena di coincidenze, dunque degna di essere raccontata: due settimane dopo la mia laurea sono stata invitata a bere qualcosa da un paio di amici, ritrovandomi a festeggiare con loro due, Claire e tre sconosciuti.
Uno dei tre sconosciuti finisce per attirare la mia attenzione, anche se ammetto, un po' superficialmente: il ragazzo infatti, come direbbe la zia di Mater, l'è proprio un bel fieu. Le poche informazioni che riesco a raccattare durante la serata mi suggeriscono che potrebbe pure essere un fanciullo interessante.
Mentre fuori mi mostro interessata ai discorsi dei miei amici, dentro mi sfrego le manine mentre mi preparo a fare l'ammiccante col fanciullo, proprio come mi è stato consigliato di fare da amici vari (invece di stordire il malcapitato di turno con la mia valanga di stranezze). Purtroppo prima che le mie ammiccanterìe possano raggiungerlo, lui abbandona la serata, lasciandosi alle spalle solo lo sfarfallare delle mie ciglia e un nome. E visto che l'universo continua ad amarmi (grazie universo!) il suo è probabilmente il nome più usato per i pargoletti nati in Italia negli anni '80, il che mi facilita la ricerca quanto me l'avrebbe facilitata cercare un John in Inghilterra.
Ma abbiamo degli amici in comune, no? No. Dopo qualche uscita nella speranza di rincontrarlo scopro che è un amico di un amico dei miei amici. Tanti auguri a incontrarlo di nuovo.
Getto la spugna: vorrò mica continuare a correre dietro a fascinosi sconosciuti incontrati alle feste, no?
Decido di tenere i piedi ben saldi al terreno e mi ritrovo ad uscire con il bravoragazzo dei post precedenti. Il giorno dopo la prima uscita vado al cinema con la mia amica BraccioDestro e chi mi ritrovo seduto a fianco in sala? Sì, proprio lui. Il ragazzo con il nome super comune, personaggio che per ragioni di privacy chiamerò Vinile.
Oh ma che coincidenza, come va, come non va e finisce che Vinile si dimostra anche particolarmente amichevole nei miei confronti.
Beh, ma figuriamoci se posso interessargli, sarà una persona particolarmente espansiva.
Dopo qualche giorno mi arriva la richiesta di amicizia su facebook.
Sarà uno di quelli che aggiunge un po' tutti.
E continuo ad ignorare.

Un giorno devo andare in università per consegnare dei documenti e incontrare un'amica che non vedo da un po'. Sono in anticipo per prendere il treno, così controllo la mail prima di uscire (cosa che non faccio MAI) e cosa trovo? Vinile mi ha lasciato il numero di telefono, dicendomi che è a Milano e che se voglio pranzare con lui mi basta scrivergli un messaggio.
Ma io mica posso dare buca all'amica poche ore prima, maledizione!
Passano 10 minuti e mi arriva un messaggio dall'amica che mi comunica che non sarà in università prima delle 14:00, quindi di mangiare pure senza di lei. Alè!
Il pranzo con Vinile dura dalle 13:00 alle 18:00 (non abbiamo mangiato per tutto il tempo eh!) perché per motivi sconosciuti la mia amica continua a non arrivare.
Al momento del caffè faccio per andare in bagno, e ritrovandomi da sola davanti allo specchio mi rendo conto di aver parlato tantissimo, dimenticandomi di tutti i consigli che mi erano stati dati (“075, santo cielo, alla tua età dovresti saperlo che agli uomini piace essere ascoltati!”). Peggio: mi rendo conto di aver parlato dell'ultimo videogioco di Batman a un ragazzo che mi piace.
Complimenti 075, tu sì che ci sai fare con gli uomini. Quanta sensualità.
Ormai ho gettato via la mia unica possibilità.

Nonostante la mia totale mancanza di fascino in queste situazioni, mi arriva un invito a cena.
...e poi un invito per un film.
...e poi per bere qualcosa.
...e poi per un altro pranzo.

Sta' a vedere che forse...

sabato 24 dicembre 2011

Ancora donne.


Sono stati dei mesi al femminile, ed è davvero incredibile detto da me.



Quando ero piccola odiavo quando mi ritrovavo a casa di amici dei miei genitori e finivo inevitabilmente per dover giocare con le loro figlie. Giocare con le altre bambine mi ha sempre messa in un imbarazzo folle, tornavo a casa annoiata e triste: io non ce la facevo a giocare con le bambole, trovavo nauseante il colore rosa e di certo nessuno poteva giocare a pettinarmi i capelli, avendoli riccissimi. Mi sentivo così brutta, stramba e impacciata rispetto a loro!



Insomma, gira e rigira: preferivo sempre i maschietti.



Col passare del tempo la cosa è cambiata però, accompagnata dalla consolazione dell'esistenza di fanciulle come la Q, con cui posso parlare di videogiochi oltre che di scarpe, e della Carotina e Braccio Destro, con cui posso parlare di...beh, praticamente di tutto.



Le cose sono cambiate fino ad arrivare a questi ultimi mesi, in cui le donne della mia vita sono state così presenti, disponibili e fantastiche da farmi venire dei seri dubbi sulla convenienza dell'essere etero. Purtroppo continuo ad avere un debole incontenibile per i maschietti (anche se per motivazioni diverse rispetto a quelle iniziali), ma sono contenta di essere riuscita -dopo anni!- a circondarmi di donne degne di questo nome.



Come si fa a non amare donne che, come il BD entrano in casa tua e la prima cosa che ti chiedono è: “Senti, ma in caso di apocalisse zombie...la tua casa com'è messa? È un buon rifugio?”, o come la Q che ti manda messaggi del calibro: “Se dio vuole fra 20 minuti sono lì. Se non vuole...spero almeno abbia pietà della mia anima”.



Forse in tutto ciò non è mai stato vero che non amo la compagnia delle donne, forse ero solo circondata dalle donne sbagliate.



Giusto per rendere loro omaggio metterò qui per iscritto alcune delle loro uscite più geniali.



 



 



“Non mi sono mai piaciuti i belli. E con questo non voglio dire che sono una persona profonda, ma solo che ho dei gusti di merda.”



                                                                                             La Carota



 



“Non è che tutti gli uomini sensati siano occupati, il problema è che l'unico uomo sensato è l'uomo morto.”



                                                                                           Braccio Destro



 



“Il punto non è capire cosa vogliono, ma per quanto lo vogliono.”



                                                                                               La Favilla



 



 



E in più, se proprio vogliamo, nessun uomo che io conosca mi ha mai detto una cosa di una tale profondità e intelligenza:



“Perché quella loro stupida ipsilon in più è la bacchetta da rabdomante per la nostra doppia x. Senza non sopravviverebbero più di tanto, mi sa.”



                                                                                                 La Favilla



 



Cioè.



Io non credo di dover aggiungere altro.

venerdì 28 ottobre 2011

Laurea!


075 si laurea!



Avete capito bene.



È giunto finalmente il momento. Non più sguardi sorpresi dei professori agli esami (“ma come, sei in triennale?”)! Mai più!



E giusto per vostra informazione, non è che io sia mostruosamente fuori corso, è che sembro più grande. Gli amici per consolarmi mi dicono che è perché ho un'aria matura, ma secondo me è perché non vogliono ammettere che sono veramente vecchia sia dentro che fuori.



I miei genitori hanno già deciso che il giorno della discussione prenderanno il treno con me, e credo che visto l'effetto che hanno su di me ficcherò un calzino in bocca a entrambi. Così, per precauzione.



Mi spiace che Cosoh non possa esserci, ma il maledetto si è definitivamente trasferito a New York.



(Sob.)



E niente. Vorrei rendervi partecipi di un sacco di cose ma sono troppo stanca e stravolta per scrivere dei post che possano risultare anche solo lontanamente interessanti.



Quindi vi saluto.



 



Incrociate le dita per me, i motivi ve li dirò più avanti!

sabato 21 maggio 2011

Premiazioni!

In linea con il post fatto dalla Carota, ecco qui il mio.
 
Come funziona.
La Carotinaadorata mi ha premiata fra i suoi 5 blog preferiti, portandomi a fare lo stesso in un effetto a catena di cultura da settimana enigmistica. Ovvero: oltre a premiare altri 5 blog a mia volta, dovrò anche copiarvi l’articolo che la gentile wikipedia mi regalerà una volta cliccato su “una voce a caso”.
Una volta copiato l’articolo dovrò pensare se ha in qualche modo qualcosa a che fare con la mia persona, quindi eccoci qua.
 
Lo sapevate che…
 
La frankdicksonite è un minerale?
 
Qui si conclude il mio articolo casuale di wikipedia che, a quanto pare, non ne sa troppo neanche lei sulla frankdicksonite.
Che però ha un nome meraviglioso.
 
Che cos’ha a che fare 075 con la frankdicksonite?
Dovete sapere che quando 075 era ancora una giovane fanciulla piena di sogni e speranze aveva diverse grandi passioni, fra cui spiccavano la musica, il disegno, la mitologia antica e le scienze naturali, in particolare i minerali.
Vi chiederete cosa centrano i minerali assieme a questo pentolone di passioni umanistiche e in effetti me lo chiedo anche io.
Ricordo ancora che un inverno ero malata, stavo guardando la tv sdraiata sul divano quando vidi la pubblicità della raccolta sui minerali (Il magico mondo di minerali e gemme!): una di quelle raccolte la cui prima uscita costava 1000 lire e poi alla fine della serie ti ritrovavi con 1.000.000 di lire in meno senza neanche sapere bene il perché.
Ecco, io mi ricordo ancora questo:
 
“…e con la prima uscita…il Cubic Zirconia!”
 
Mi piace pensare che sia stata la mia mente aperta e pronta ad accogliere nuova conoscenza a portarmi a chiedere a Mater se potevo cominciare quella collezione, ma temo che in realtà sia stata la mia vanità tipicamente femminile ad attivarsi davanti a degli oggetti sbarluccicanti.
Fatto sta che però ho ancora tutta la collezione e qualche cosina dello studio dei fascicoli mi è rimasto.
Purtroppo non ho trovato la pubblicità di quelle che collezionavo io, che era probabilmente di un altro anno (mi ricordo che i fascicoli erano blu), ma per fare atmosfera:
 

http://www.youtube.com/watch?v=cyfxM_E5NpU&feature=related
 
Bene, e ora le premiazioni.
Non seguo molti blog e purtroppo sono in comune con quelli già premiati dalla carota, ma ecco a voi:



  1. Il ruggito del pulcino


  2. Like Carry Bradshaw


  3. Vattelapesca


  4. Lolita fa gli gnocchi


  5. You’ve been a very very bad carrot (che è solo per l’onore visto che lei ha già premiato me e quindi dubito si metta a rifare il post).

lunedì 7 marzo 2011

Amore per gli ortaggi.

Volevo ringraziare pubblicamente la Carotina.
 
È un periodo un po’ strano, in cui dev’essere così evidente che qualcosa non va in me che la gente continua a chiedermi “Sei triste?”, facendomi rendere conto che negli ultimi tempi sto volutamente ignorando il mio umore.
Era un po’ che non mi intristivo così, che non mi capitavano quelle giornate in cui niente riesce a farmi stare meglio.
Il piccolo tubero invece c’è riuscito, e senza neanche rendersene conto. Mi ha regalato uno di quei bei pomeriggi al cazzeggio che tanto mi sono mancati negli anni passati, quegli anni in cui ho dovuto rinunciare a tutto per amore di una persona sola.
 
Non mi sono intristita neanche per una frazione di secondo ieri, quindi grazie Carotina.


(Hai visto che brava? Ho messo un carattere che in teoria dovresti riuscire a leggere meglio.)

mercoledì 23 febbraio 2011

Tanti ringraziamenti a Coso e Mater


Signori e signore.
Vorrei dire che per un po’ non odiamo Coso che mi ha fatto un regalo inaspettato assieme a Mater, ovvero: l’iPod touch! *_*
 
Detto questo vado a giocare ad Angry Birds, che per motivi che non riesco a capire bene è una maledetta droga.


 


 http://www.youtube.com/watch?v=bNNzRyd1xz0

 



Lo so che potrei farvi vedere il video direttamente dal blog, ma continuo a dimenticarmi come si fa e non riesco ad impegnarmi perché ho la febbre, quindi chiedo venia!